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Storia

Il territorio dove sorge attualmente Oristano è stato, fin dai tempi antichi un luogo favorevole all’insediamento umano: l’entroterra, fertile da coltivare e ideale per pascolare, il sottosuolo gravido di minerali, gli stagni salmastri ricchi e pescosi hanno permesso ai primi abitatori dell’isola di sviluppare una società economicamente e culturalmente solida.
Se a tutto questo aggiungiamo le caratteristiche fisiche della zona: centralità e facilità di comunicazione, e forse più importante degli altri la presenza del porto naturale di Mare Morto riusciamo a comprenderne lo sviluppo.

La penisola del Sinis ripara dal maestrale che soffia vigoroso due giorni su tre: gli antichi popoli del Mediterraneo (fenici prima, cartaginesi e romani successivamente) capirono bene dove era possibile attraccare e sfruttare per fini commerciali un approdo sicuro come quello che offriva Tharros. Testimonianza del rango di porto primario attribuitogli ne sono le vaste rovine delle case spalancate sul mare, le lunghe file di botteghe, i templi, le terme, le strade ben lastricate, le mura possenti, le necropoli ricche di corredi.

I lavori di scavo portarono alla luce manufatti che fornirono una chiara idea dell’estensione dei traffici svolti in quell’area nel corso dei secoli. I contatti con gli altri popoli del mediterraneo sono testimoniati dalla presenza di oggetti appartenenti a culture diverse e lontane da Tharros: amuleti, talismani e figure divine di origine egiziana, stoviglie dalla Campania, oggetti etruschi.

Il porto di Tharros era un centro di scambio: i Sardi conferivano in città le loro produzioni (pelli, bestiame vivo, formaggi, prodotti della pesca), gli artigiani locali commercializzavano i loro manufatti (amuleti, pietre lavorate, gioielli d’oro e d’argento) che prendevano il mare con navi Tharrensi verso destinazioni lontane nel bacino mediterraneo.

La più ricca e importante fra le antiche città marittime sarde visse per milleottocento anni, ricordiamo brevemente le tappe fondamentali della sua storia: alla metà del secondo millennio risalgono i resti di villaggi nuragici, l’VIII secolo a.C. è la data della fondazione fenicia, il 238 a.C. il passaggio sotto il dominio romano, il periodo bizantino quando diviene sede vescovile, infine l’VIII - IX secolo d.C. epoca del grande esodo dovuto probabilmente alle scorrerie dei pirati saraceni. Dopo un breve ritorno nel 1052, arriva il definitivo abbandono intorno al 1070.