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La sartiglia

Il Re della Giostra: Su Componidori"La Sartiglia è l'avvenimento che restituisce agli oristanesi l'orgoglio di un popolo forte, di un popolo libero, di una propria antichissima civilta'...."
Peppetto Pau

La giostra equestre che si pratica in Oristano la Domenica di quinquagesima e l'ultimo Martedì di Carnevale, è l'ultima Corsa all'anello che si corre in Sardegna e una delle poche che si svolgono ancora nella vecchia Europa.

La Sartiglia non è il Carnevale di Oristano, anche se i cavalieri che vi partecipano sono mascherati e indossano gli antichi costumi sardi o di foggia spagnola e i cavalli sono bardati a festa.
Questo il vero oristanese lo sa bene, sa che la Sartiglia è nata cinque-cento anni or sono come diversivo per placare le sanguinose faide, che si consumavano in periodo di Carnevale contro un proprio nemico personale, infatti con la complicità della maschera e della confusione per la festa più pazza dell'anno i propri aggressori rimanevano nell'anonimato e ovviamente impuniti, ciò ogni volta creava immensi spargimenti di sangue, lutti e notevoli disordini in città. Così essendo testimone di tutto questo dolore e malcontento, il canonico oristanese Giovanni Dessi decise di istituire un torneo equestre di stampo cavalleresco, una prova d'abilità sia nel cavalcare sia nel riuscire ad infilzare con una spada un anello, in seguito sostituito da una stella, sospeso a una corda all'altezza di un uomo a cavallo, posta in via Duomo dinanzi alla cattedrale di Santa Maria Assunta.

Sa remada de Su ComponidoriIl percorso della Sartiglia inizia da quello che era in epoca medioevale il Palazzo dei Giudici, le odierne carceri di piazza Manno per insinuarsi poi in sa ruga de Santa Maria la via Duomo appunto, superato il piazzale del Duomo, il tragitto si slarga in una pericolosa curva di fronte alla chiesa di S. Francesco per poi continuare in via S. Antonio sino all'incrocio con la via Cagliari, dove in epoca giudicale esisteva una porta d'accesso lungo la cinta muraria che passava per quella zona, denominata "porta di Sant'Antonio".

Il canonico Dessi dettò delle precise regole riguardo lo svolgimento della Corsa, che divennero poi tradizione.
La Sartiglia doveva essere fatta ogni anno, in qualsiasi condizione economica, sociale e meteorologica.
Affidò il compito dell'organizzazione della giostra, alla corporazione o Gremio dei Contadini aventi come protettore San Giovanni Battista.
Egli fece un lascito composto da un terreno posto fuori le mura, e denominato su cungiau de Sa Sartiglia , dal quale il Gremio ricavava i fondi per la giostra. In quel periodo, a Oristano, i Gremi erano molto numerosi, oggi ne sopravvivono solo tre, quello di San Giovanni appunto, quello dei Falegnami, essi hanno come patrono San Giuseppe Lavoratore e quello dei Muratori, con protettrice Santa Lucia, che fa riferimento alla chiesa omonima, sita in via Alberto La Marmora, in pieno centro storico.
Organizzano la Corsa rispettivamente la Domenica di quinquagesima e il successivo Martedì di Carnevale, le antichissime corporazioni dei Contadini e dei Falegnami. Le due Sartiglie sono però diverse tra loro.

La giostra è posta sotto il comando de Su Componidori, che grazie all'autorità conferitagli dall'investitura ricevuta da parte del presidente del Gremio, nel giorno de Sa Candelora, deciderà a quali cavalieri dare l'onore della spada per la discesa alla stella.
Ma chi è il misterioso cavaliere che cela la sua identità dietro la Maschera dalle tumide labbra?
Su Componidori esce supino dal luogo della vestizioneEgli una volta divenuto Componidori dopo il sacrale rito della vestizione, non è più una creatura umana e quindi un comune mortale, ma un semidio, è uomo e donna allo stesso tempo, è ilRe della giostra, il Re di Oristano, per un giorno, tutto gli è concesso tutto gli è dovuto. La sua sacralità è in grado di rendere fertile la terra; fecondarla dipenderà però anche dalla fortuna che avrà nel cogliere la stella, è infatti propizio per un buon raccolto infilzare il maggior numero di stelle possibili. Di solito vi è una certa rivalità tra i due Gremi, ma l'entusiasmo che la giostra è in grado di trasmettere, mette a tacere tutte le discordie.
Ecco allora assistere alla sfilata delle pariglie dei cavalieri con in testa lui; il "demiurgo", Su Componidori, affiancato dai suoi aiutanti di campo, su Segundu Curnpoi e su Terzu. Terminata la sfilata i cavalieri si radunanonella sua giornata; ora sta alla sorte ma anche alla sua bravura riuscire a ricambiare la fiducia accordatagli dal Capo Corsa. Durante la consegna delle spade, i due aiutanti proteggono Su Componidori e collaborano con lui nella ricerca di coloro a cui egli consegnerà la spada: il Capo Corsa dà l'incarico della chiamata ai suoi vice,ma la consegna vera e propria e il ritiro della spada spetterà soltanto a lui.

Le immagini e i testi sono tratti da:
"DIETRO LA SARTIGLIA"
di Alberto Cauli - Editrice S'Alvure

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