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Carlo Pettinau - Dieci domande per Oristano

Carlo Pettinau Nato nel centro storico di Oristano il 5 Marzo 1953. Il ramo paterno della sua famiglia è legato da generazioni alla storia della città; Diego Contini era suo bisnonno.

Si è laureato in Ingegneria Edile (orientamento urbanistico-architettonico) con una tesi sulle tecnologie costruttive alternative. Fernando Clemente, il progettista del vecchio Piano Regolatore di Oristano, è stato suo docente di Tecnica Urbanistica, esame superato con trenta e lode.

È uno dei fondatori del Gremio del Cavaliere Infinito. Con Filippo Martinez e Vittorio Sgarbi ha riscoperto L’Accademia Perduta del Giudicato d’Arborea, istituzione di cui è uno dei dieci membri e dove ricopre la carica di Archivista dell’Oblio.

È sposato con un’oristanese di Su Brugu e ha tre figli maschi di diciassette, sedici e dieci anni.

Ha già avuto esperienze amministrative nel Comune di Oristano: assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Mura (dal 1987 al 1989); assessore tecnico all’Urbanistica nel primo anno della Giunta Ortu (dal 1997 al 1998).

Insegna ed esercita libera professione.

Contatti:


DIECI DOMANDE PER ORISTANO

1. Il suo progetto, un’idea vincente per il rilancio di Oristano.
Gli oristanesi hanno perso fiducia in un'Amministrazione Comunale che li ha resi sudditi. Troppo spesso sono costretti a chiedere "favori" per vedere riconosciuti i propri diritti; lo stato di emarginazione economica e culturale della città crea le condizioni per il proliferare del clientelismo, rendendo il cittadino asservito ai piccoli feudatari che costruiscono la propria carriera politica speculando sulla condizione di bisogno delle persone. E' indispensabile spezzare le catene che legano i sogni, le speranze e i diritti dei cittadini. Solo così è possibile un rilancio di Oristano.

2. Quale sarà il suo primo impegno in caso di elezione? Quali, invece, i punti fondamentali del programma?
Il primo impegno sarà appunto la lotta al clientelismo da attuare con diversi interventi; di seguito se ne richiamano alcuni: Certezza nel diritto: completa revisione dell’ordinamento di competenza comunale; saranno abolite e riscritte tutte le norme contenenti aspetti qualitativi e discrezionali, per evitare che il cittadino sia costretto ad affidarsi alla benevolenza interessata di un funzionario o di un amministratore.

  • Trasparenza: le riunioni di Giunta si svolgeranno a porte aperte; gli organi di stampa saranno sempre invitati a presenziare in qualità di osservatori e garanti della trasparenza del governo della città.
  • Garanzia dei diritti: immediata costituzione dell’Ufficio del Difensore Civico, attualmente previsto, ma mai posto in essere.
  • Repressione degli abusi: il Sindaco si dovrà impegnare a reprimere ogni forma di clientelismo e di devianza rispetto al naturale riconoscimento dei diritti del cittadino, rimuovendo dalle sue funzioni chiunque contravvenga al principio di equità, sia esso funzionario, dirigente o assessore del Comune.

Punti fondamentali del programma? Oltre al recupero della certezza nel diritto è fondamentale esercitare un’urbanistica tecnicamente e politicamente corretta. Un Piano Urbanistico non è solo edilizia, ma è il codice genetico della città e organizza tutte le attività e relazioni che si svolgono nel territorio della città, e riguarda tutti coloro che vivono la città, inclusi i non residenti.

3. I ritardi nell’approvazione del PUC impediscono la ripresa del mercato dell’edilizia, condizionano l’economia e costringono molti oristanesi a emigrare verso altri centri della provincia. In che modo intende affrontare questa emergenza urbanistica?
L’urbanistica è un sistema, quindi non è facile stralciare una singola problematica dal contesto generale e dare una risposta precisa. Comunque, semplificando la soluzione, si può dire che il fenomeno migratorio di molti oristanesi è legato alla scarsità di aree suscettibili di edificazione pubblica e privata. E’ necessario un incremento significativo delle aree fabbricabili, al fine di ridurre i costi, riattivare il mercato, favorire le imprese, soffocare i fenomeni speculativi che traggono origine dalla scarsità dell’offerta. Ovviamente questo può essere attuato solo con un nuovo P.U.C..

4. Il turismo stenta a decollare e la provincia non riesce a reggere il passo con il resto dell’isola. Come recuperare il terreno perduto?
Torregrande e parco fluviale.

  • E’ necessario creare a Torregrande le condizioni urbanistiche e di marketing che favoriscano investimenti privati finalizzati a creare ricettività turistica alberghiera; estendendo le presenze a tutto l’anno con la "convegnistica" e attrezzandosi ad accogliere un "turismo della salute" e per anziani nelle mezze stagioni. La passeggiata lungomare sarà prolungata verso il porticciolo e il pontile, trasformandoli in forti poli d’attrazione.
  • Prevedere la realizzazione di un grande parco fluviale, con una vasta area di verde attrezzato con strutture ricettiva, per il tempo libero, il gioco, lo sport, i grandi eventi e la cultura; destinato tutto l’anno a un turismo misto per le famiglie, i giovani e gli anziani di tutta la Sardegna.

5. Quali iniziative intende intraprendere per valorizzare le risorse culturali locali?
Promuovendo la significativa presenza di cultura diffusa. Per esempio adattando immobili inutilizzati di proprietà comunale, dando sede a tutte le associazioni di volontariato, per tutelare questo mondo di esperienze e di idee che rappresenta la parte più viva della nostra città.

6. Che ruolo può svolgere la Fondazione Sa Sartiglia per valorizzare la giostra equestre e promuovere l’immagine della città?
La Sartiglia rappresenta una splendida opportunità di promozione dell’immagine della città, ma non deve considerarsi come qualcosa di totalizzante in ambito culturale, non deve soffocare tutte le iniziative spontanee che creano divertimento e partecipazione. Oristano deve molto alla Sartiglia, ma Oristano non può essere solo la Sartiglia. Recentemente un gruppo di oristanesi, senza utilizzare finanziamenti pubblici, diede corpo al Secondo Raduno Mondiale degli Zorro, una manifestazione a cui parteciparono come attori migliaia di persone. L’Amministrazione Comunale (quella uscente) non capì e non incoraggiò l’iniziativa. La zorrata ebbe comunque grande eco sulla stampa italiana e internazionale, portando Oristano all’attenzione di tutti. Questo è stato un esempio di come si può fare spettacolo anche con pochi mezzi: basta coinvolgere le persone come parte attiva di una manifestazione, farle sentire attori, e non relegarle al ruolo di spettatori passivi. Il Comune sembra non averlo ancora capito. Anche con la Sartiglia si tende ad esaltare enfaticamente l’aspetto spettacolare (sempre più palchi per i turisti, sempre più discese, sempre più stelle, sempre più Sartiglie), dimenticandosi che la Sartiglia è una tradizione popolare che si nutre della partecipazione diretta del popolo di Oristano. Se si continua così, della Sartiglia resterà solo l’immagine di una giostra equestre bellissima ma senza più anima. In definitiva, la Fondazione Sartiglia deve valorizzare ma soprattutto tutelare l’identità della Sartiglia e della città.

7. Il lavoro è la vera emergenza. In che modo può intervenire il Comune per ridurre o favorire la riduzione delle disoccupazione?
Ripresa dell’edilizia con una rapida elaborazione ed approvazione del P.U.C.; creare le condizioni politiche, urbanistiche e "infrastrutturali" per accogliere la zona franca doganale prevista nel porto di Oristano con D.P.R. del 1998 ed estenderla con il coinvolgimento delle aree prossime all’aeroporto; infine, come ho già detto, Torregrande e Parco fluviale visti come opportunità di investimenti turistici.

8. Porto, aeroporto, porticciolo. Come trasformarli in strumenti realmente funzionali per lo sviluppo della città e del territorio?
Coinvolgere direttamente e indirettamente il porto e l’aeroporto nella zona franca doganale. Potenziare il porticciolo con nuovi posti barca e trsformarlo in uno dei tre poli d’attrazione di Torregrande.

9. Strade, rifiuti, acqua, traffico, parcheggi, commercio, manutenzioni. Spesso si ha la sensazione che i problemi maggiori la città li viva nella gestione delle mille emergenze quotidiane. Esiste un rimedio?
Creare degli automatismi nel funzionamento del servizio di manutenzione dell’Ufficio Tecnico. Determinare le condizioni per cui il cittadino non sia costretto a chiedere per vedere attuati interventi di ordinaria manutenzione: marciapiedi sconnessi, buche nelle strade, erbacce nelle cunette, sporcizia delle aree pubbliche, aiuole dimenticate, strade campestri in abbandono. Si prevede la trasformazione, con un’opportuna riqualificazione, di alcuni dipendenti in "cantonieri-controllori", delle nuove figure professionali a cui spetterà il compito di sorvegliare sullo stato di manutenzione e decoro di città, frazioni e campagne, assegnando a ognuno la responsabilità di un settore urbano o extraurbano.

10. Come intende riorganizzare la macchina comunale?
Rendere efficiente la struttura organizzativa dell'Amministrazione Comunale, introducendo il concetto della delega delle funzioni e delle decisioni, il principio di responsabilità e il ricorso agli incentivi. Troppo spesso il personale del Comune si sente demotivato in quanto non ha certezze nel proprio ruolo, è necessario che il personale sia gratificato in base al lavoro svolto. Allargamento in senso orizzontale delle aree di gestione e programmazione del Comune. In particolare si prevede la divisione dell’area tecnica in due distinte aree: 1) Lavori pubblici e Servizi Tecnologici; 2) Urbanistica ed Edilizia Privata .

     
     

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