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Marino Marchi - Dieci domande per Oristano

Marino Marchi Nato a Gavoi il 7 ottobre 1945, residente a Oristano dal 1975. Laureato in Medicina e Chirurgia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 1970, ha la specializzazione in Cardiologia presso la Università Cattolica del Sacro Cuore. Dal 1975 lavora presso l’Ospedale San Martino di Oristano, dove dal 1998 è primario di cardiologia. La cardiologia dell’Ospedale di Oristano, attualmente costituita dalla Unità di Terapia Intensiva Cardiologia (UTIC) e dall’ambulatorio, entro il 2007 comprenderà anche degenze ordinarie, day hospital, riabilitazione cardiologica e emodinamica, sarà all’altezza dei migliori reparti in Sardegna e non solo.

È stato Vicesindaco di Gavoi dal 1980 al 1985, Consigliere comunale e capogruppo della DC nel consiglio comunale di Oristano dal 1990 al 1993, Capogruppo del PPI nel Consiglio comunale di Oristano e quindi Assessore nella giunta Scarpa dal 1994 al 1996.

È sposato dal 1978 con Lisetta Pira, 2 figlie Annamaria nata nel 1979 e Angela nata nel 1981.

Annamaria si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Cagliari, si occupa di diritto comunitario e attualmente è a Bruxelles.

Angela è iscritta alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna e sta ultimando la tesi di laurea.

Contatti:
Sito internet: http://www.oristanonelcuore.it
Indirizzo di casa: Via De Gasperi 3, Oristano
Sede elettorale: Piazza Roma, Oristano
Posta elettronica: masema.04@virgilio.it

DIECI DOMANDE PER ORISTANO

1. Il suo progetto, un’idea vincente per il rilancio di Oristano.
Tutte le politiche comunali devono essere orientate allo sviluppo con la mobilitazione di tutte le forze della città, con progetti e obiettivi condivisi dagli altri comuni del territorio di cui Oristano deve essere guida.

2. Quale sarà il suo primo impegno in caso di elezione? Quali, invece, i punti fondamentali del programma?
Non ho un solo impegno immediato. Ho tre punti che ritengo siano urgenti e fra loro strettamente correlati: nuovo PUC, raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, riforma della macchina comunale. Questi, invece, sono i punti principali del programma che si aggiungo a quelli già citati:

  • fermare il degrado della città con un programma di pulizia e manutenzione straordinaria utilizzando al meglio le risorse del cantiere comunale e le altre risorse previste dalle leggi sul lavoro
  • rendere possibile avere una casa a Oristano attraverso il nuovo PUC, un programma di edilizia pubblica per almeno 300 alloggi e una riduzione selettiva dell’ICI
  • nuovo sistema dei trasporti pubblici urbani in accordo con i comuni vicini e con possibilità di trasporto a chiamata per le persone con disabilità
  • favorire l’attività della imprese con la istituzione dello sportello unico e con progetti per lo sviluppo che attirino risorse
  • elevare il livello della vita culturale con adeguamento delle strutture, potenziamento della biblioteca comunale e delle istituzioni culturali, valorizzazione dell’opera delle associazioni culturali; favorire l’espressione e la crescita dei talenti artistici dei giovani della città; realizzare eventi artistico-culturali di livello internazionale; ampliare e potenziare l’Università
  • valorizzazione delle associazioni di volontariato, preziosa risorsa della comunità, realizzazione di una sede adeguata per le associazioni

3. I ritardi nell’approvazione del PUC impediscono la ripresa del mercato dell’edilizia, condizionano l’economia e costringono molti oristanesi a emigrare verso altri centri della provincia. In che modo intende affrontare questa emergenza urbanistica?
Dobbiamo subito progettare un nuovo PUC con una pianificazione intercomunale, un ampio e sereno confronto con tutto il consiglio comunale e con tutta la città, una stretta collaborazione con la Regione per l’adeguamento al PPR.

4. Il turismo stenta a decollare e la provincia non riesce a reggere il passo con il resto dell’isola. Come recuperare il terreno perduto?
Rendere la città più accogliente e pulita fermando il degrado e migliorandola nell’aspetto e nei servizi è un obiettivo prioritario. Allo stesso modo occorre varare un piano di valorizzazione del centro storico con recupero degli edifici degradati, realizzare di un centro commerciale naturale, ristrutturare il mercato civico di Via Mazzini che deve diventare la vetrina dei prodotti di eccellenza del territorio, alimentari e non solo alimentari. Molto si può fare programmando grandi eventi artistico-culturali che interessino tutta la città e anche le frazioni. Torre Grande merita un capitolo a parte. Occorre in primo luogo acquisire la torre al patrimonio comunale e destinarla a un centro di accoglienza per i turisti. E poi trovare nuove risorse per ampliare il porto turistico, pensare a una gestione della pineta e delle altre aree verdi che ne consentano la tutela e la fruibilità. A Oristano, infine, non possiamo trascurare le risorse che la Finanziaria regionale sta destinando per la costruzione del nuovo palazzetto dello sport. Con i 6 milioni di Euro che arriveranno si potrà dare agli oristanesi una struttura che potrà essere impiegata efficacemente sia per lo sport che per lo spettacolo. Penso a concerti e ad altri iniziative capaci di attirare molte persone in città. Una struttura che potrà essere funzionale anche alla nuova politica turistica.

5. Quali iniziative intende intraprendere per valorizzare le risorse culturali locali?
In primo luogo occorre avere una seria programmazione degli interventi che si deve accompagnare alla disponibilità delle strutture presenti in città. Penso al Foro Boario e all’ex asilo San Antonio che dovrà essere collegato all’ex Distretto militare di cui il Comune deve rivendicare l’acquisizione. Oristano ha una biblioteca che è un importante centro culturale che non può continuare ad essere ospitato in una sede tanto disagiata. È necessario risolvere il problema logistico e puntare al potenziamento della biblioteca comunale riavviando il servizio della Mediateca, molto apprezzato e utilizzato e inspiegabilmente bloccato da troppo tempo. La biblioteca, poi, dovrà entrare in un sistema bibliotecario provinciale. Sostenere la sede universitaria del Consorzio UNO per favorire lo sviluppo delle risorse locali in una prospettiva di promozione dell’Alta formazione nel territorio: ciò potrà consentire alla città di Oristano di mettere le basi per entrare nel novero dei centri di eccellenza con ruolo trainate nel panorama culturale regionale e nazionale. Il Comune dovrà agire direttamente per promuovere la cultura e indirettamente per favorire l’espressione e la crescita dei talenti artistici dei giovani della città. Insieme a loro sarà possibile pensare nuove iniziative e realizzare eventi artistico-culturali di livello internazionale.

6. Che ruolo può svolgere la Fondazione Sa Sartiglia per valorizzare la giostra equestre e promuovere l’immagine della città?
La Fondazione è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale per la valorizzazione della Sartiglia e il miglior svolgimento delle manifestazioni collaterali. Il nuovo organismo deve agire in stretta collaborazione con il Comune e con le altre istituzioni, ma deve anche aprirsi a quei soggetti come la Pro Loco che hanno avuto un ruolo importante nella crescita della manifestazione. La promozione dell’immagine della città è compito in primo luogo delle istituzioni e delle associazioni, attraverso progetti condivisi e azioni comuni. Ma la vera valorizzazione deve partire da ciascuno di noi. Ognuno, nel suo piccolo, può contribuire per migliorare la città e per promuoverne l’immagine.

7. Il lavoro è la vera emergenza. In che modo può intervenire il Comune per ridurre o favorire la riduzione delle disoccupazione?
Rispondo schematicamente:

  • realizzando condizioni che favoriscano la nascita e la crescita delle imprese: tutte le politiche comunali in un piano strategico per lo sviluppo, riforma della macchina comunale con lo sportello unico per le imprese
  • con l’attuazione di tutte le leggi nazionali e regionali come la 37 per la creazione di occupazione stabile
  • cantieri di lavoro come strumento per attenuare la drammatica situazione occupazionale e per realizzare interventi di manutenzione della città in collaborazione con il cantiere comunale
  • formazione di una società in house per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e per la riduzione del fenomeno del precariato

8. Porto, aeroporto, porticciolo. Come trasformarli in strumenti realmente funzionali per lo sviluppo della città e del territorio?
Il porto è abbandonato, versa in una situazione tragica, necessita di un intervento urgente di manutenzione straordinaria, rischia l’inagibilità e il blocco. In prospettiva deve essere gestito dall’autorità portuale del Sud Sardegna e puntare a diventare il polo regionale per le rinfuse; deve essere operativo il collegamento ferroviario con il centro intermodale da realizzare. L’aeroporto può rappresentare un importante fattore di sviluppo per tutto il territorio, deve dotarsi di un piano industriale e su quello prevedere l’entità e il tipo degli investimenti. Il porto turistico di Torregrande deve aumentare la disponibilità di posti-barca, ampliandosi e ricorrendo a nuove tecnologie. Naturalmente è necessario uno stretto accordo con il comune di Cabras.

9. Strade, rifiuti, acqua, traffico, parcheggi, commercio, manutenzioni. Spesso si ha la sensazione che i problemi maggiori la città li viva nella gestione delle mille emergenze quotidiane. Esiste un rimedio?
Tutti vedono come in questi 5 anni vi sia stato un crescente degrado della città, che nasce dalla mancanza di politiche per lo sviluppo che incrementino le risorse disponibili e dall’incuria che ha caratterizzato l’amministrazione di centrodestra. Il cantiere comunale è sottoutilizzato. Non si è avviata la raccolta differenziata contribuendo alla scarsa pulizia della città con rischio per le condizioni igieniche e per la salute dei cittadini e con un forte esborso di soldi dalle casse comunali e quindi dalle tasche dei cittadini (oltre un milione di Euro dal 2005 a oggi, 65.000 Euro ogni mese che passa). Si è lasciato che i marciapiedi diventassero impraticabili, le recinzioni degli impianti sportivi divelte e gli spogliatoi inutilizzabili, le panchine e i giochi per i bambini distrutti e mai riparati.

10. Come intende riorganizzare la macchina comunale?
È necessaria una profonda riforma della macchina comunale a cominciare dall’Area tecnica, che è quella che assorbe le maggiori risorse e più di tutte determina la attuazione delle politiche per lo sviluppo. Deve essere realizzato lo sportello unico per le imprese. Deve essere garantita la trasparenza delle procedure e la certezza dei tempi. Deve essere creato uno staff tecnico di supporto al sindaco per il coordinamento delle politiche comunali. Devono essere acquisite le professionalità mancanti e valorizzate quelle esistenti. I dipendenti comunali devono trovare adeguate motivazioni per il loro lavoro e essere partecipi degli obiettivi del piano strategico. Vogliamo che fra cittadini, amministratori e dipendenti si crei una alleanza trasparente per tutelare l’interesse di tutti, non un’opaca complicità per difendere i privilegi di qualcuno.

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