Sito istituzionale del Comune di Oristano
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Oristanese (1960) sposato, due figli, è dipendente Inps. Di formazione sardista, è stato Vice Sindaco con delega alla Cultura e alla Pubblica istruzione con la Giunta Ortu dal 1998 al 2001 e dal 2002 ad oggi con l’Amministrazione Barberio, con delega ai Lavori pubblici, servizi tecnologici e cimiteriali, alle frazioni e borgate.
È alla terza legislatura, avendo esordito in Consiglio comunale nel 1994.
È Consigliere provinciale e capogruppo di Fortza Paris.
Contatti:
Abitazione: 0783 75122
Cellulare: 349 7460829
Sede elettorale: via Mattei 17, Tel/fax 0783 763027
Posta elettronica: fortzaparisor@tiscali.it
DIECI DOMANDE PER ORISTANO
1. Il suo progetto, un’idea vincente per il rilancio di Oristano.
Credo nella famiglia, nei suoi valori più tipici. Credo anche che il Comune possa fare molto per la famiglia, per favorire le giovani coppie nella ricerca di un’abitazione o di un asilo per i bambini. Il Comune è l’istituzione più vicina al cittadino e può diventare un luogo dove poter ascoltare i problemi di ciascuno e trovare un sistema per aiutare chi ha maggiori difficoltà di inserimento nella società. Che sia un posto di lavoro, una casa, un posto in un asilo o un sostegno sociale in un momento di difficoltà. Sviluppo, lavoro, solidarietà e casa, tutto all’interno del recupero dei valori della famiglia, devono diventare le parole d’ordine della prossima amministrazione.
2. Quale sarà il suo primo impegno in caso di elezione? Quali, invece, i punti fondamentali del programma?
La prima cosa da realizzare è l’avvio della raccolta differenziata. Oristano è in grave ritardo e adesso deve correre per recuperare il tempo perduto. È una questione di civiltà, prima ancora che di norme da rispettare. Sono assolutamente convinto del fatto che il Comune possa migliorare notevolmente nella gestione dei servizi, quelli gestiti direttamente e quelli affidati a terzi. Anzi, a questo proposito uno dei primi impegni sarà proprio quello di agire nei confronti delle aziende che curano la nettezza urbana e il verde pubblico affinché i servizi vengano assicurati nel pieno rispetto dei capitolati d’appalto.
3. I ritardi nell’approvazione del PUC impediscono la ripresa del mercato dell’edilizia, condizionano l’economia e costringono molti oristanesi a emigrare verso altri centri della provincia. In che modo intende affrontare questa emergenza urbanistica?
Con il PUC non si può ripartire da zero. In questi anni una grossa mole di lavoro è stata compiuta e solo l’approvazione del PPR ha impedito che il nostro Piano urbanistico vedesse definitivamente la luce. Compito della prossima amministrazione sarà completare il percorso avviato in questi anni, rendendolo omogeneo al PPR sempre che i numerosi ricorsi presentati non rendano nulle le nuove norme urbanistiche regionali.
4. Il turismo stenta a decollare e la provincia non riesce a reggere il passo con il resto dell’isola. Come recuperare il terreno perduto?
Oggi i turisti si muovono quando hanno la possibilità di raggiungere con comodità le loro destinazioni. I voli low cost insegnano che è possibile avere nuovi flussi turistici rendendo più efficaci i sistemi di collegamento. È essenziale, quindi, aprire lo scalo aereo di Fenosu trovando i contati giusti per favorire l’arrivo di compagnie aeree a bassi costi che consentiranno di generare nuovi flussi turistici. Il resto sarà una conseguenza e i privati troveranno finalmente conveniente investire nel nostro territorio. Collegamenti aerei e un sistema realmente efficace di trasporti via mare (porto e porticciolo) possono interagire positivamente per far nascere una vera industria turistica locale.
5. Quali iniziative intende intraprendere per valorizzare le risorse culturali locali?
La prima cosa da fare è costruire dei circuiti per mettere a sistema tutta la produzione culturale cittadina con un occhio a quella dell’area vasta. Oristano può contare su un tessuto culturale particolarmente sensibile. C’è voglia di fare cultura e bisogna favorire questa vocazione. Per farlo bisogna coinvolgere le agenzie culturali locali, le associazioni, il mondo del volontariato, gli studiosi. Collaborare per realizzare momenti culturali di rilievo. Poi non dobbiamo dimenticare le realtà già esistenti come l’Antiquarium Arborense, l’Ente concerti, il Teatro, l’Istar, la Scuola Civica di musica. Così come non si può evitare di insistere sulla strada del Museo dei Fenici e di quello Giudicale. Due progetti che stanno prendendo forma e per i quali vale la pena di credere.
6. Che ruolo può svolgere la Fondazione Sa Sartiglia per valorizzare la giostra equestre e promuovere l’immagine della città?
Fondamentale. Sono fermamente convinto che la Fondazione possa essere lo strumento principale per lo sviluppo a 360 gradi della Sartiglia. Promuovere la Sartiglia, significa promuovere Oristano, porre le condizioni per nuove occasioni di sviluppo, di lavoro e di ricchezza. Il Comune è stato saggio nel realizzare un’operazione che strategicamente potrà risultare fondamentale.
7. Il lavoro è la vera emergenza. In che modo può intervenire il Comune per ridurre o favorire la riduzione delle disoccupazione?
Il Comune non può creare occupazione. Quello che può, e anzi deve, fare è creare i presupposti per stimolare l’economia e favorire la nascita di nuovi posti di lavoro. In questo senso un ruolo importantissimo lo può giocare il nuovo PUC, la cui approvazione consentirà di sbloccare il mercato dell’edilizia. Importante, ma non unico. Sfatiamo un mito: il PUC non è la panacea a tutti i mali di Oristano. Ci sono altri settori nei quali si può intervenire per stimolare la crescita: dal turismo alla cultura, dall’ambiente ai servizi, dall’artigianato all’industria e all’agricoltura. In tutti i casi occorre stabilire relazioni stabili con le forze sociali, con le associazioni, le forze sindacali e gli ordini professionali, ma anche con il sistema degli altri enti a cominciare dal Consorzio industriale che deve svolgere in pieno un ruolo propulsivo per la crescita del sistema produttivo del territorio dell’area vasta.
8. Porto, aeroporto, porticciolo. Come trasformarli in strumenti realmente funzionali per lo sviluppo della città e del territorio?
Si tratta di tre motori di sviluppo che devono interagire per rendere finalmente competitiva la nostra provincia. Per il porto credo si debba puntare sul potenziamento dei trasporti delle merci alla rinfusa. Ma non ci si può fermare qui. Occorre fare una battaglia per aprire il porto industriale al traffico passeggeri, inaugurando nuove tratte capaci di generare nuovi flussi turistici e creare economa. Penso a una linea con la Spagna, magari con Barcellona, con scalo alle Baleari alle quali siamo unite da un decennale gemellaggio.
9. Strade, rifiuti, acqua, traffico, parcheggi, commercio, manutenzioni. Spesso si ha la sensazione che i problemi maggiori la città li viva nella gestione delle mille emergenze quotidiane. Esiste un rimedio?
Bisogna ricondurre tutto a una gestione più razionale. Per l’ambiente si può fare molto avviando la raccolta differenziata, mentre per le manutenzioni (strade, marciapiedi) basterebbe fare un appalto quinquennale per la gestione della miriade di interventi quotidiani. Ne gioverebbero la macchina comunale che sarebbe decongestionata e la città che vedrebbe risolti molti dei suoi problemi di decoro urbano. Un’altra emergenza è quella dei parcheggi. Occorre acquisire nuove aree nel centro storico capaci di soddisfare le esigenze degli automobilisti. L’area dell’autostazione dell’ARST di via Cagliari sarebbe ideale, ma non è l’unica. Si possono individuare altri spazi per aggredire un po’ problema sul quale si sono arenate molte amministrazioni.
10. Come intende riorganizzare la macchina comunale?
Il primo compito è valorizzare le risorse interne. Il Comune dispone di molti bravi dipendenti che non sempre sono stati messi in grado di dare il meglio. Una nuova politica è assolutamente necessaria anche perché, non lo si può negare, un certo malcontento serpeggia e questo influisce tanto sulla qualità del lavoro dei dipendenti quanto sul grado di soddisfazione dei cittadini. La riorganizzazione è indispensabile, ma occorre mettere al centro di tutto la persona, investire sul dipendente e responsabilizzarlo per migliorare i servizi pubblici e garantire la soddisfazione dei cittadini.