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Le chiese

Il nostro itinerario inizia dalla Cattedrale di Oristano, intitolata a Santa Maria. La chiesa situata nel centro storico di Oristano nella via Duomo è di origine bizantina, come conferma la scoperta avvenuta nel 1987 di un’area cimiteriale provvista di tombe risalenti al VII secolo; fu poi ricostruita in forme romaniche intorno al 1130, al tempo in cui sorgevano le Cattedrali di Santa Giusta e di Terralba.
Nei pressi della Cattedrale, all'inizio della via Sant’Antonio, troviamo la chiesa di San Francesco  sorta intorno alla metà del XIII secolo in forme gotiche. Distrutta in epoca moderna, una sua prima ricostruzione venne commissionata al francescano Padre Cano, allievo del Canova e in seguito all’architetto Cima che intorno al 1847 realizzò l’edificio definitivo in stile neoclassico.
Proseguendo sulla via Sant’Antonio possiamo notare a destra l'antichissima chiesa dello Spirito Santo che risale, nelle sue parti più antiche, al tempo dell'Aristianis bizantina, verso il 600 o il 700 d. C., a sinistra la chiesa di Sant' Antonio con l' ospedale giudicale, attestato sin dal 1335, poi trasformato in asilo infantile e attualmente in locale  per esposizioni e biblioteca. Affiancata al complesso di Sant'Antonio troviamo la chiesa di San Mauro che oggi si può ammirare nelle sue forme ottocentesche ma che venne fondata intorno al 1200. La facciata, animata da quattro paraste e da due oculi circolari, è sormontata da un breve timpano dotato al centro di una nicchia per la statua del santo. Al termine della via Sant'Antonio è ancora visibile un piccolo tratto delle  antiche mura  della città.
Percorrendo a ritroso la via Sant'Antonio si giunge nella piazza Eleonora, in cui ha sede il Municipio di Oristano e svoltando a destra, per un breve tratto, nella via Ciutadella de Menorca e poi a sinistra nella via Carmine troviamo la chiesa del Carmine e l'annesso Monastero.
Il Monastero del Carmine, fu edificato insieme all'attigua Chiesa, per la munificenza del Marchese D' Arcais, Don Damiano Nurra, tra il 1776 e il 1785, su progetto di Giuseppe Viana.
Percorrendo la via Carmine a ritroso e girando alla nostra sinistra troviamo piazza Martini, ribatezzata dagli oristanesi piazza Tre Palme, per via delle palme che vennero impiantate più di ottant'anni fa, e attraversando il portico di Santa Chiara ci troviamo nella via Santa Chiara  in cui è situata l'omonima chiesa.
Dalla Chiesa di Santa Chiara  proseguendo per via Garibaldi fino in piazza Roma alla nostra destra troviamo la chiesa di S. Sebastiano.
La chiesa  è cinquecentesca e fu la seconda parrocchia della città dopo la Cattedrale. Il prospetto attuale è stato realizzato a metà del secolo XX, in forme di imitazione delle chiese romaniche. Ma sotto l'odierna facciata ve ne è un' altra che risale alla metà dell' ottocento, secondo lo stile neoclassico.
Attorno a San Sebastiano si correva l' Ardia a cavallo. Nella chiesa, vi è il simulacro di San Costantino. Per celebrare la sua festa il 6 luglio si correva a cavallo tra via Figoli, Vico Mazzini e via Mazzini, come nell' Ardia di San Costantino di Sedilo.
Percorrendo via Mazzini arriviamo in piazza Mariano e lungo via Vittorio Veneto in Piazza Sant' Efisio, dominata dalla Chiesa barocca con la facciata in arenaria del Sinis, dedicata a Sant' Efisio . La chiesa fu eretta nel 1793 per ringraziare il santo della sua intercessione in occasione dell'attacco francese alla Sardegna.
Tanti anni fa si svolgeva una solenne processione del cocchio con il simulacro di Sant'Efisio da questa chiesa fino a Tharros. La processione commemorava il luogo di sbarco di Sant' Efisio, appunto Tharros, quando giunse in Sardegna provenendo da Gaeta.
Un'altra chiesa che è possibile ammirare in città è la Chiesa dei Capuccini situata all'inizio del viale San Martino sulla sinistra della centralissima piazza Mannu.
All' estremità occidentale della città, lungo il viale San Martino, presso l'ospedale omonimo troviamo la chiesa di San Martino .
A sud ovest della chiesa di San Martino troviamo la chiesa di San Giovanni Battista o Santu Giuanni e Froris.
Attraverso via Mazzini, via Ricovero e via Vandalino Casu ci dirigiamo verso il paese di Silì, una delle quattro frazioni di Oristano.
Prima dell'abitato, a sinistra, tra maestosi esemplari di eucalyptus, svetta la chiesa gotica di Santa Maria Maddalena , annessa ad un antico Convento, oggi tenuto in splendido stato dalle suore Ancelle della Redenzione.
Da Silì proseguiamo verso il santuario degli Oristanesi, quello di Nostra Signora del Rimedio , attraverso la strada di circonvallazione orientale di Oristano e il nuovo ponte sul fiume Tirso. Il 7 e l'8 settembre possiamo assistere alla festa del Rimedio in onore della Vergine.
Nelle vicinaze del Rimedio troviamo Donigala Fenughedu altra frazione di Oristano dove è possibile ammirare la chiesa di Santa Petronilla che è stata la parrocchiale del paese medioevale di Gippa. La stessa chiesa, assai semplice, con la facciata coronata da un timpano, deve riportarsi al secolo XII.
Intorno alla chiesa si trovano degli ulivi millenari insieme a grandi pietroni che una leggenda popolare vuole siano un gruppo di ballerini che continuando a ballare imperterriti durante l'uscita del SS. Sacramento vennero tramutati in macigni, uniti per sempre in un ballo tondo (ballo tradizionale della Sadegna) senza fine.
Nel paese di Massama, a cinque chilometri a nord di Oristano, possiamo ammirare una particolare chiesetta chiamata "Oratorio delle Anime". La chiesa di epoca preromanica, non segue i canoni delle chiese bizantine, infatti la pianta non è a pianta centrale, bensì a forma di croce ansata, come l'ankh egiziano. La facciata romanica, risale all'inizio del XIII secolo, ma contiene ancora dei piccoli pennacchi sferici che appartengono alla più antica costruzione; l'abside a ferro di cavallo, il soffitto a travi e la cupola sono segni di influenze visigote dell'VIII secolo, il periodo immediatamente successivo al governo bizantino sull'isola.