Sito istituzionale del Comune di Oristano
Salta la barra di navigazione e vai ai contenuti
Il Duomo di Santa Maria Assunta, in pieno centro storico di Oristano, è nel sito di un insediamento bizantino, come conferma la scoperta sotto il sagrato di tombe dell’epoca. Fu ricostruita in forme romaniche intorno al 1130. Della primitiva chiesa bizantina ritroviamo ancora dei resti visibili all’interno del giardino, mentre della fabbrica romanica restano due plutei frammentari, raffiguranti leoni che adunghiano cerbiatti e il profeta Daniele nella fossa dei leoni. La chiesa romanica fu probabilmente distrutta nel corso di un assedio, intorno al 1195 ma già nel XVIII secolo, durante il governo di Mariano II, fu almeno parzialmente ristrutturato come attestano le iscrizioni dei picchiotti bronzei del portale ligneo.
Durante il XVIII secolo l’edificio fu ricostruito, a eccezione di tre cappelle del transetto; la cappella detta "del Rimedio" custodisce la trecentesca lastra tombale di Filippo Mameli datata 1348, che costituisce il terminus ante quem per la ristrutturazione secondo il gusto gotico – catalano. Nel tondo centrale del presbiterio raffigurante l’Assunzione della Vergine, attribuito al Rapous, si può scorgere la figura di Sant’Archelao, patrono della città. Accanto alla chiesa un bel campanile, isolato, con la parte inferiore risalente al '200.
Si ipotizza che la Cattedrale di Oristano sia stato luogo di sepoltura delle famiglie giudicali arborensi, ma le dominazioni che si sono avvicendate hanno cancellato ogni traccia di sepolcri.