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Sorto come Sinagoga, a causa della presenza di una nutrita colonia di ebrei a Oristano, passò nel 1676 in mano agli Scolopi, i quali fondarono le scuole pie cittadine.
Il complesso degli Scolopi, dal 1830, fu oggetto di una marcata ristrutturazione ad opera del Cano, che caratterizzò la facciata attraverso l'inserimento di elementi di matrice classica. L’elemento più ricco della composizione architettonica è indubbiamente rappresentato dalla Chiesa di San Vincenzo, posta in posizione retrocessa rispetto al complesso. Essa si compone di un aula unica ad impianto leggermente ellittico coperta a volta. Tale ambiente è oggi utilizzato come sala del Consiglio Comunale, ruolo svolto già in passato.
La sala consiliare mostra, sulle pareti, quattro importanti edicole in cui sono alloggiate le statue degli evangelisti realizzate dal Cano. Intorno al 1845, Gaetano Cima tentò di impostare, sul precedente, uno scarno e severo prospetto di matrice purista. Il rigore geometrico e la ricerca di una regola compositiva universale che animano tale opera, producono un risultato che si adatta appieno allo spirito di un Municipio cittadino.