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Acqua - Il Consiglio comunale di Oristano respinge il nuovo statuto dell’Egas

  10 10 2018    |    Tematiche: Ambiente e decoro urbano Istituzioni    |    Io sono: Cittadino

Il Consiglio comunale di Oristano è contrario al nuovo statuto dell’Egas.
Ieri sera l’assemblea civica ha respinto all’unanimità (23 voti) la proposta di modifica dello statuto dell’ente di governo dell’ambito della Sardegna.

Il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Angelo Angioi ha relazionato sui lavori dell’organismo consiliare, illustrando gli articoli dello statuto per i quali sono stati espresse riserve: quello che stabilisce il quantitativo minimo vitale di acqua che dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini e non solo a quelli che si trovano in condizioni di disagio economico; l’articolo sul patrimonio dell’ente che, nel caso in cui la Regione non provveda a finanziare il fondo di dotazione, demanda la responsabilità ai comuni; l’articolo sulla rappresentanza in seno al comitato istituzionale d’ambito che dovrebbe essere garantita a tutti i comuni capoluogo di provincia e alla città metropolitana non solo a due tra questi come prevede la proposta di statuto.
“Per questi motivi la Commissione esprime parere contrario alla proposta di statuto e rimanda il documento all’EGAS per l’esame delle proposte e delle nostre osservazioni” ha concluso Angioi.
Durante il dibattito Giuseppe Puddu (UDC) ha evidenziato le tante criticità della proposta di statuto e sottolineato come il “problema acqua” sia molto sentito da tutta la Sardegna e da Oristano in particolare che ha votato un referendum sulla gestione del servizio idrico.
Parere contrario anche Veronica Cabras (Riformatori) secondo cui sono troppe le criticità presenti nella proposta di statuto e soprattutto sulle salvaguarda di fasce di popolazione che hanno contenziosi.
Tutti d’accordo nel presentare delle osservazioni a uno statuto che presentava diverse criticità soprattutto ad articolo 2 comma 5 per la salvaguardia di fasce di popolazione che hanno contenziosi con Abbanoa, ma anche sulla rappresentatività dei territorio che non può essere sacrificata a vantaggio del Comune di Cagliari.
Sul quantitativo minimo vitale per Francesco Federico (indipendente) vanno tutelate le persone che vivono una condizione di morosità forzata “ma non sono d’accordo che si vogliano estendere le tutele a chiunque, anche a chi non ne ha diritto”. Secondo Federico è squilibrato proporre la presenza di tutti i capoluoghi di provincia.
Per Luca Faedda (Forza Italia) l’obiettivo è avere una proposta forte del Consiglio comunale per poter incidere nei confronti della Regione: “Quindi poche modifiche ma importanti e incisive”.
Patrizia Cadau (Movimento 5 stelle) si è soffermata sul quantitativo minimo vitale di acqua che deve essere garantito a tutti: “Limitare questo diritto solo a chi soffre condizioni di disagio è una misura riduttiva, considerando che spesso la fornitura viene sospesa anche a cittadini per i quali ci sono solo accertamenti o contenziosi”. Sulla rappresentatività “per principio non ci si può sottrarre dal parere dei comuni e dei cittadini, tanto più se si tratta di un bene primario come l’acqua”.
Per Davide Tatti (Fortza Paris) “non si può accettare un pacchetto preconfezionato, ma si deve dare modo ai comuni di esprimersi”.

Parere contrario anche da Andrea Riccio (Capitale Oristano) che si è unito a tutte le critiche espresse e annunciato il voto contrario.

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