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Consiglio comunale - Approvata la mozione per salvare Radio Radicale

  28 05 2019    |    Tematiche: Istituzioni    |    Io sono: Cittadino

Il Consiglio comunale di Oristano ha approvato all’unanimità (18 voti a favore) la mozione dei consiglieri Annamaria Uras, Vincenzo Pecoraro, Patrizia Cadau e Andrea Riccio, per il rinnovo del servizio pubblico affidato a Radio Radicale.

La mozione è stata illustrata in aula da Annamaria Uras (Coraggio e libertà – Insieme): “Radio radicale ha una importanza fondamentale nella formazione sociale e politica, nella creazione di una coscienza critica. A causa del possibile mancato rinnovo della convenzione con il Ministero dello Sviluppo economico sta perdendo la possibilità di offrire una informazione libera, plurale, priva di filtri come ha fatto negli ultimi anni. Queste caratteristiche devono essere salvaguardate”.
“Da tutti gli schieramenti stanno arrivando sollecitazioni affinché il Governo riveda la sua posizione e rinnovi la convenzione con Radio radicale – ha aggiunto Annamaria Uras. Auspico l’unanimità del Consiglio comunale nel chiedere il rinnovo della convenzione che consentirebbe di salvare questa importante emittente”.

Andrea Riccio (Progres) ha evidenziato l’importanza dell’emittente radiofonica: “Radio radicale dà voce a tutti. È un vero esempio di antifascismo. È una radio che ha un grandissimo pregio: usa un linguaggio difficile che costringe a ragionare e questo è un grande pregio”.
“Col pretesto di voler risparmiare dei denari si vuole chiudere uno strumento dello spessore di Radio radicale è aberrante – ha aggiunto Riccio -. Ridurre tutto a dei bilanci economici è estremamente riduttivo: non esiste solo l’economia, esiste anche la prospettiva, non esiste solo il risparmio ma anche l’investimento e cosa c’è di più importante del sapere, della cultura della conoscenza e dell’informazione che creano spirito democratico. Mi sembra un dispettuccio da bambini”.

Per Angelo Angioi (La Civica Oristano) “la riduzione dei fondi per l’editoria non è affatto frutto di beghe e dispettucci. È una cosa molto seria perché si tratta di tagliare la libera informazione e Radio radicale è un esempio di libera informazione”.

“Questo è un problema che riguarda la pluralità e la libertà dell’informazione – ha aggiunto Antonio Iatalese (Forza Italia) -. Lo Stato deve sostenere chi garantisce il pluralismo dell’informazione. Il taglio dei fondi all’editoria risponde a un preciso disegno politico di una forza di governo, il Movimento Cinquestelle, che ha sempre parlato di sprechi e coerentemente sta procedendo nella direzione annunciata in campagna elettorale”.

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