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Il Consiglio comunale approva il Piano di protezione civile per rischio idrogeologico

  23 10 2015    |    Tematiche: Protezione civile    |    Io sono: Cittadino

Il Consiglio comunale di Oristano ha approvato il Piano di protezione civile per rischio idrogeologico.

L’assemblea civica lo ha approvato ieri sera con 15 voti a favore, ma senza i voti della minoranza che ha abbandonato l’aula non condividendo la proposta della maggioranza.

“Mi preoccupa il piano predisposto relativamente alla sua operatività” ha detto Andrea Lutzu (PDL) motivando l’uscita dall’aula della minoranza.

“L’assenza della minoranza, che per l’ennesima volta abbandona il Consiglio comunale, è un fatto grave – osserva il Sindaco Guido Tendas -. Il Piano di protezione civile è uno strumento fondamentale per la sicurezza della popolazione e non può nascere senza il contributo di tutti i rappresentanti eletti dai cittadini in quest’aula”.

Il documento è stato presentato in aula dall’Assessore ai Lavori pubblici Efisio Sanna che ha spiegato i compiti demandati al Comune in caso di situazioni di emergenza.

“Il Piano di assetto idrogeologico inserisce Oristano tra i territori soggetti a rischio idraulico per la presenza di fiumi, corsi d’acqua e sbarramenti artificiali – ha spiegato l’Assessore Sanna -. Gli eventi critici che ipoteticamente potrebbero verificarsi riguardano essenzialmente il cedimento degli sbarramenti artificiali, la tracimazione degli argini e l’esondazione dei corsi d’acqua per eventi piovosi eccezionali. Il piano di protezione civile costituisce un vademecum pratico di comportamento da utilizzare in caso di eventi di emergenza. Classifica il rischio, individua gli elementi di vulnerabilità, stabilisce i luoghi di attesa e accoglienza delle popolazioni e quelli riservati alla logistica dei soccorritori e al Centro operativo comunale. Il piano contiene anche una parte dedicata alla prevenzione dei rischi e previsione degli eventi”.

Sanna ha evidenziato come il piano comunale si inserisca nel quadro più ampio dei sistemi di protezione civile regionale, individuando i livelli di rischio ai quali sono collegati gli avvisi di allerta e le conseguenti misure da attuare: “Le aree più soggette a rischio sono quelle della golena del Tirso, lungo gli argini del fiume - ha precisato -. Il piano stralcio delle fasce fluviali, rispetto al PAI, individua una zona più ampia rispetto alla golena, individuando anche parte di Massama, Nuraxinieddu, Rimedio e la zona nord della pineta di Torre Grande”.

Il Piano di protezione civile individua le aree di emergenza dove accogliere le persone in caso di necessità a seconda dell’evento. I luoghi di attesa temporanea sono stati individuati nel palazzetto dello sport, liceo scientifico, centro giovani, palestra di via Marconi, palestra delle scuole elementari di Silì, ex circoscrizione di Torre Grande, Nuraxinieddu e Donigala e ludoteca di Massama. I luoghi di accoglienza (per emergenze oltre le 24 ore) sono l’Hostel Rodia e l’ex colonia Eca di Torre Grande. L’area per le strutture di soccorso è nell’area adiacente alla Motorizzazione civile, vicino al Cantiere comunale che sarà la sede del Centro operativo comunale che coordinerà le attività di soccorso attraverso l’integrazione dei vari servizi comunali (lavori pubblici, servizi sociali, cantiere comunale, informazione) con quelli della ASL, dei vigili del fuoco e del volontariato.

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