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Torre Grande - Il 1° giugno riapre la torre spagnola, al suo interno la mostra sulle torri costiere

  31 05 2017    |    Tematiche: Cultura e spettacolo Turismo    |    Io sono: Cittadino

Domani (1° giugno), alle 11, riapre la torre costiera di Torre Grande.

Fino a ottobre al suo interno sarà possibile visitare la mostra sulle torri costiere della Sardegna della collezione "Monagheddu-Cannas", composta da una selezione di riproduzioni di 22 tra torri e forti costruiti a difesa della Sardegna. La mostra è a cura della Conservatoria delle coste.

La ricostruzione è stata eseguita in scala 1:40 utilizzando gli stessi materiali con i quali furono realizzati i fabbricati originali. Ogni manufatto è stato riprodotto nelle fattezze in cui si trovava quando era in funzione, sulla base di un’accurata e rigorosa ricerca d’archivio. Gli interni di ogni modello sono minuziosamente arredati. le porte, i ponti levatoi e le saracinesche mobili.

L’apertura della Torre, la più grande della Sardegna, è frutto di un accordo tra il Comune di Oristano e la Conservatoria delle coste per la valorizzazione dell’edificio. L’accordo prevede l’apertura al pubblico almeno nel periodo estivo e, se le condizioni lo consentono, anche negli altri periodi dell’anno.

Le visite guidate saranno a cura dell'Associazione turistica Pro Loco di Oristano.  

Il calendario di apertura:

•  giovedì 01/06/2017 alle 11 inaugurazione. Apertura  dalle 17:30 alle 21 (ingresso gratuito)
•  Venerdì 02/06/2017 e sabato 03/06/2017 dalle 17 alle 21 (ingresso gratuito)
•  Domenica 04/06/2017 dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 21
•  Venerdì 09/06/2017 e sabato 10/06/2017 dalle ore 17 alle ore 21
•  Domenica 11/06/2017 dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 21
•  Venerdì 16/06/2017 e sabato 17/06/2017 dalle ore 17 alle ore 21
•  Domenica 18/06/2017 dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 21
•  Da lunedì 19/06/2017 a domenica 17/09/2017 dalle ore 17 alle ore 21
•  Sabato 23/09/2017 e domenica 24/09/2017 dalle 16 alle 20
•  Sabato 30/09/2017 e domenica 01/10/2017 dalle 16 alle 20

NOTE SUL FARO E LA TORRE DI TORRE GRANDE

Inizialmente chiamata Torre del “puerto de Oristan” (1639), solo in età sabauda assunse la denominazione attuale: “Grande de Oristan”, Torre d’Oristano e Gran Torre.

È la torre costiera più grande in Sardegna, poiché pensata già in origine come “torre de armas”, cioè come torre “gagliarda”, atta alla difesa pesante.

Pur iniziato nella prima metà del ‘500, il torrione è di concezione aragonese, come testimoniano i caratteri dell’architettura di transizione: dalla garitta in muratura sulla porta d’ingresso alla posizione delle bocche da fuoco. È dotata di cannoniere superiori in barbetta (la batteria scoperta), e di troniere inferiori, le feritoie, posizionate in casamatta (la camera coperta a prova di bomba).

Di forma cilindrica con un diametro di oltre 20 metri, si sviluppa su due livelli: il primo è a circa 8 metri dal terreno, destinato quasi tutto a una grande camera, voltata, dove avevano posizione quattro grossi pezzi d’artiglieria, puntati in varie direzioni, sia verso il fiume che verso il mare. Il piano superiore è circoscritto a forma di ballatoio per contenere, attraverso varie troniere, altre armi da fuoco manovrabili manualmente.

La costruzione iniziò nel 1542, dopo le disposizioni di Carlo V nel 1535, con l’impiego di denaro della città di Oristano, ma ancora nel 1553-54 il Parlamento si lamentava della lentezza dei lavori della torre. Venne quindi ultimata dopo il 1555 grazie alle entrate legate al diritto di ancoraggio che la città di Oristano ottenne dal Viceré. L’ultimazione dell’opera è, comunque, da porre prima del 1572, anno della relazione del capitano Camos, in cui viene censita la torre.

Nonostante fosse di grandi dimensioni e in grado di ospitare una guarnigione di 20 soldati e di sostenere un assedio di qualche giorno, nel 1637, in piena Guerra dei Trent’anni, 42 bastimenti a vela francesi, comandati dall’ammiraglio Carlo di Lorena, duca di Hancourt, riuscirono a sbarcare e a depredare la città di Oristano per cinque giorni. Quindici anni più tardi, nel 1652, il governo spagnolo si liberò del gravame amministrativo della torre, cedendola insieme alle peschiere di Cabras e Santa Giusta a Girolamo Vivaldi. Nel 1684 vennero compiute opere di restauro e altre nel 1692.

Secondo la relazione del Ripol, inviato del re sabaudo, nel 1767 la torre era servita da una guarnigione composta da un alcaide (capitano), un artigliere e sei soldati; un numero pari, all’epoca, alla sola torre di Bosa. Nel 1786 sono documentati lavori di restauro e per tutto il XIX secolo si hanno notizie di opere di manutenzione che hanno garantito ottime condizioni architettoniche e statiche.

La torre venne utilizzata dal La Marmora e dal De Candia come punto geodetico per la realizzazione di carte topografiche. Accanto al fortilizio vennero costruiti dei magazzini che custodivano svariate mercanzie. Dopo lo scioglimento dell’amministrazione delle torri nel 1842 continuò ad essere presidiata come stazione semaforica. Nel XIX secolo, nella piazza d’armi, a 17 m dal suolo, fu edificata un’abitazione civile in stile neoclassico per il farista.

 

Fonte sito internet Regione Sardegna

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