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Fino al 23 Gennaio la mostra Una meraviglia di sorprese

 23 11 2015    |     Evento dal 23 11 2015  al 23 01 2016

Tematiche: Cultura e spettacolo    |    Io sono: Cittadino

Fino al 23 Gennaio 2016, al Museo Diocesano, la Mostra miscellanea "Una meraviglia di sorprese". Apertura dalle 8,30 alle 12,30.

L’evento fortemente voluto e organizzato dalla componente femminile del Club locale della Soroptimist International persegue l’obiettivo filantropico di reperire i fondi necessari a permettere l’intervento di restauro di una delle cumbesias che si trovano in prossimità del centro di riabilitazione del Rimedio. L’edificio una volta restaurato verrà messo a disposizione delle famiglie dei pazienti più bisognosi in modo tale che venga garantita la presenza dei familiari durante il periodo di degenza.

Hanno partecipato all’allestimento la Diocesi di Oristano rendendo disponibili i locali del Museo e il Seminario Arcivescovile dell’Immacolata che ha messo a disposizione la collezione degli animali impagliati, la collezione numismatica e alcune opere bibliografiche tra le quali spiccano un volume settecentesco della Enciclopedie di Diderot e D’Alamebert  e una cinquecentina della Carta De Logu. Questi volumi sono esemplari molto rari, soprattutto I Commentaria et Glosa in Cartam de Logu (1567) è il primo commento giuridico, scritto in latino, della Carta De Logu. Il suo autore è un sardo Geronimo Olives (nato a Sassari nel 1505 e morto a Madrid probabilmente nel 1568) giureconsulto di Sassari entrato nel 1554 nel Consiglio d'Aragona in qualità di avvocato fiscale fa parte integrante del Consiglio d'Aragona (tribunale di massima istanza della Monarchia spagnola). Nei Commentaria et Glosa in Cartam de Logu, Geronimo Olives ha glossato e interpretato res et verba del codice legislativo arborense, intervenendo sui luoghi problematici ed emendando il testo quando riteneva che esso tramandasse delle lezioni corrotte o prive di senso, in questo modo ha proposto una base e una struttura che saranno poi riprese a loro volta anche nelle edizioni di Sassari 1617 e Cagliari 1725. Il volume è l’unico esemplare presente in Sardegna e uno dei tre censiti sul territorio nazionale. Non si hanno inoltre informazioni sulla presenza di altre copie in tutto il mondo.

Hanno collaborato all’allestimento anche il Liceo Classico de Castro che ha reso disponibili gli strumenti del laboratorio di fisica e gli allievi che effettuano le visite guidate sul percorso della mostra illustrando ai visitatori in prevalenza alunni delle altre scuole cittadine di ogni ordine e grado le “meraviglie esposte” e con molto orgoglio hanno mostrato il funzionamento degli strumenti utilizzati dagli studenti del passato per fare gli esperimenti di fisica.

Lungo il percorso della mostra è possibile osservare anche una collezione di minerali resa disponibile dal geologo Fausto Pani di Cagliari.

L’esposizione è arricchita anche dalla presenza delle riproduzioni di alcuni frammenti di codice membranaceo appartenenti al patrimonio documentario dell’archivio comunale di Oristano. Gli estratti dei codici risalenti al XIII – XVI secolo, sono in prevalenza di argomento religioso, si tratta in prevalenza di Messali, ma compaiono anche esempi di trattati di patristica, omeliari, lezionari agiografici ecc. che nel 1500 furono riutilizzati come coperta dei Llibres de la Conçillaria, ossia quei volumi in cui venivano trascritte con dovizia di particolari le decisioni “deliberate” dal Consiglio Civico e che riguardano l’amministrazione della Città. I frammenti di codice di cui si possono ammirare in mostra le riproduzioni sono stati recuperati estraendoli dal volume al quale erano stati legati, sottoposti a un intervento di restauro, successivamente spianati e quindi resi disponibili per la consultazione e la fruizione sia di una utenza composta da semplici cittadini o anche per gli studiosi che attraverso la loro opera possano offrirli sotto una veste differente. I frammenti in gotica libraria, sono ornati grazie alla presenza di capolettera miniati e dalla presenza delle rubriche in prossimità degli incipit dei canti o ad indicare le varie partizioni della celebrazione liturgica.

La mostra è stata la dimostrazione che è possibile creare una rete territoriale di sinergie utili per rendere fruibile la cultura e valorizzare i “tesori” che sono conservati nei vari istituti culturali presenti sul territorio. Tesori che rinchiusi negli armadi, nei cassetti o nelle casseforti perdono il loro significato più profondo che è quello di essere conosciuti, fruiti e apprezzati dall’utente.

A questa iniziativa deve essere riconosciuto anche un valore aggiunto che deve essere ritrovato nella presenza dei ragazzi del Liceo classico i quali, sono stati individuati come veicolo privilegiato per il trasferimento delle informazioni di storia, cultura e scienza che si celano dietro ai singoli beni esposti in mostra e anche nei ragazzi delle scuole cittadine che sono stati individuati quale target privilegiato per fruire l’esposizione. I ragazzi sia nel ruolo di utenti, sia nel ruolo di guide apprendono le informazioni e diventano il tramite affinché queste informazioni vengano trasportate al di fuori del ristretto contesto della mostra e possano raggiungere con facilità, e percorrendo una corsia privilegiata, l’ambiente dei giovani e delle famiglie. La scelta fatta dalle donne della Soroptimist non è stata quindi casuale, ma ben ponderata e vincente se si pensa che alla data odierna 17 dicembre 2015, a neppure un mese dalla sua inaugurazione, la mostra ha avuto circa 2000 visitatori.

L’esposizione che chiuderà in occasione delle festività natalizie dal 19 dicembre riaprirà l’8 gennaio 2016, e in quella occasione sarà completata attraverso l’esposizione di un quadro di fine ottocento (si tratta di un opera olio su tela delle dimensioni di cm 119 x 80), del pittore Antonio Benini (Bondeno 1835 – Ferrara 1911), raffigurante Eleonora d’Arborea nell’atto di sottoscrivere la Carta de Logu, normalmente custodito nella stanza del Sindaco del Comune di Oristano.

Nel giorno della riapertura sono attesi gli allievi della scuola di via Bellini e nel pomeriggio gli studenti dell’università della terza età.

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