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Presentazione del libro "Il testamento di Lenin: falsificato e proibito"

 25 11 2019    |     Evento dal 25 11 2019  al 25 11 2019

Tematiche: Cultura e spettacolo    |    Io sono: Cittadino

Centro Servizi Culturali 

Presentazione del volume di Jurij Alekseevič Buranov
IL «TESTAMENTO» DI LENIN: FALSIFICATO E PROIBITO
Dagli archivi segreti dell’ex Unione Sovietica
(Filorosso/Prospettiva Marxista, Milano 2019) 

Ne discuteranno
PAOLO CASCIOLA, direttore del sito www.aptresso.org e curatore del libro
MARCELLO INGRAO, responsabile delle edizioni Filorosso/Prospettiva Marxista

Lunedì 25 novembre ore 18
Centro Servizi Culturali
Oristano, via Carpaccio 9

 

«Il compagno Stalin, divenuto segretario generale, ha concentrato nelle sue mani un immenso potere, e io non sono sicuro che egli sappia servirsene sempre con sufficiente prudenza.»
«Stalin è troppo grossolano, e questo difetto, del tutto tollerabile nell’ambiente e nei rapporti tra noi comunisti, diventa intollerabile nella funzione di segretario generale. Perciò propongo ai compagni di pensare alla maniera di togliere Stalin da questo incarico e di designare a questo posto un altro uomo che, a parte tutti gli altri aspetti, si distingua dal compagno Stalin solo per una migliore qualità, quella cioè di essere più tollerante, più leale, più cortese e più riguardoso verso i compagni, meno capriccioso, ecc. Questa circostanza può apparire una piccolezza insignificante. Ma io penso che, dal punto di vista dell’impedimento di una scissione (…), non è una piccolezza, ovvero è una piccolezza che può avere un’importanza decisiva.»                Dal «testamento» di Lenin

Il libro - L’arte staliniana della falsificazione e della disinformazione coglie ogni volta di sorpresa gli storici.» Così scriveva Jurij Alekseevič Buranov nel 1994 presentando questo suo lavoro, frutto di una ricerca basata in parte su documenti fino ad allora secretati e conservati negli archivi del Comitato Centrale del Partito comunista dell’Unione Sovietica. Veniva così ricostruita l’azione che, dipanandosi dai vertici stessi dell’apparato sovietico, alterò i testi dettati da un Lenin gravemente malato. La manipolazione e l’occultamento dei giudizi e delle indicazioni espressi dal capo bolscevico, in riferimento agli sviluppi attraverso cui si andava sempre più definendo il regime sovietico, si imponevano come un’ineludibile necessità per le forze della controrivoluzione staliniana, che nel tessuto di quello stesso regime si faceva sempre più strada. Prendendo le mosse dalla sua falsificazione testuale, Buranov ricostruisce le modalità con cui il «testamento» di Lenin venne occultato al partito e le varie fasi della lucida battaglia – che non trovò un adeguato sostegno in seno al partito – con cui il fondatore del bolscevismo cercò di impedire il compiersi di quel processo controrivoluzionario.

Jurij Alekseevič Buranov (1933-2004) è stato un celebre storico russo. Studiò presso la Facoltà di Storia dell’Università Statale degli Urali e, dopo aver ottenuto un dottorato di Scienze storiche presso l’Istituto di Economia di Sverdlovsk, fu chiamato a Mosca dall’Accademia delle Scienze dell’URSS a ricoprire la carica di capo-dipartimento presso il Rossijskij Centr Chranenija i Izučenija Dokumentov Novejšej Istorii (RCChIDNI, Centro russo per la conservazione e lo studio dei documenti della storia contemporanea). A partire dagli anni Sessanta pubblicò vari lavori sulla città di Sverdlovsk e sulla storia dell’industria mineraria e della classe operaia degli Urali nel periodo precedente la rivoluzione d’Ottobre. All’inizio degli anni Novanta, lavorando sui vecchi archivi del Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, Buranov rinvenne la trascrizione manoscritta e la relativa versione dattiloscritta della prima parte della «Lettera al congresso» dettata da Vladimir Il’ič Lenin ad una delle sue segretarie il 23 dicembre 1922. Le differenze testuali tra i due documenti, che fino ad allora erano stati tenuti segreti, dimostravano che il «testamento» di Lenin era stato falsificato, con tutta evidenza per ordine di Stalin. Su quella scoperta si basa il presente volume, originariamente edito negli Stati Uniti nel 1994 e finora mai pubblicato in altre lingue. Due anni dopo Buranov contribuì alla realizzazione di una raccolta di inediti leniniani curato da Richard Pipes (The Unknown Lenin. From the Secret Archive, Yale University Press, 1996). Successivamente Buranov si è occupato dell’esecuzione dello zar Nicola II e della sua famiglia, e della sorte dei gioielli dei Romanov.

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