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Con 28 voti a favore e 3 contrari il Consiglio comunale di Oristano ha approvato il documento di indirizzo generale e le linee guida dell'adeguamento al PPR e al PAI del Piano Urbanistico Comunale.
Al termine di un lungo dibattito l’aula ha dato il via libera al documento presentato dall’Assessore all’Urbanistica Salvatore Ledda che ha sottolineato la partecipazione e la condivisione della città alle scelte strategiche.
Secondo Ledda “guardando al fondo della pianificazione strategica c'è la consapevolezza che oggi senza la partecipazione e la collaborazione di privati non è possibile innescare e realizzare veri e efficaci processi di cambiamento e innovazione. Tanto più in un contesto come quello attuale, caratterizzato da una crescente situazione di crisi delle risorse pubbliche. Il privato diviene dunque per ragioni di tipo congetturale, ma innanzitutto strategiche, un fondamentale partner in termini di progettualità e risorse”.
L’Assessore all’Urbanistica ha proposto che accanto al piano strategico urbano nascano piano settoriali ad esempio per l'istruzione e la formazione, ma anche per la mobilità, per il commercio “motivi degni di dettaglio di quelle scelte urbanistiche che potranno essere prese all'indomani dell'eventuale approvazione del piano urbanistico”.
“Le linee guida – ha proseguito Ledda - vanno viste come un primo banco di prova nel tentativo di mostrare una nuova visione della città e del suo territorio. Entrando nel merito del documento appare chiaro che il modello degli scenari rappresenta una forma di rappresentazione delle ipotesi, l'esplorazione di un futuro possibile. Attraverso lo scenario si cerca di indagare le conseguenze di azioni che possono essere intraprese in vista di determinati obiettivi. Con ciò lo scenario obbliga a una severa analisi degli obiettivi, sia delle azioni che dei diversi attori pubblici e privati che possono proporsi a intraprendere. Detto in altri termini è un modo di spingere i diversi attori che sempre intervengono in un processo di modificazione o trasformazione di un territorio, a valutare correttamente le proprie motivazioni e le proprie intenzioni”.
Il primo scenario sul quale si è soffermato Ledda è quello legato all’energia: “Il territorio Oristanese può diventare un forte produttore di energia rinnovabile, solare ed eolica, tanto da poter rispondere alla domanda di energia ad esempio di tutta la Sardegna o più semplicemente da diventare esportatore di energia. È inevitabile che il nuovo PUC di Oristano proponga un'area con una precisa destinazione d'uso in cui sia possibile realizzare un parco di pannelli fotovoltaici per una grande iniziativa di produzione energetica da fonti alternative che metta insieme il pubblico e il privato con l'obiettivo di garantire energia elettrica gratuita alle strutture pubbliche e a costi più bassi per le famiglie più in difficoltà".
“Una parte del territorio dovrà essere dedicata a uno sviluppo di una politica che punti a valorizzare un territorio naturalista in movimento, in particolare verso la foce, incentivando anche i percorsi a cavallo, con itinerari che si snodano lungo il territorio, lungo il fiume” ha detto l’Assessore che ha poi parlato di porto, aeroporto porticciolo e sistema della mobilità interna alla città con piste ciclabili e circuiti pedonali che diventano la grande rete su cui ridisegnare l'urbano.
Sulla qualità della vita Ledda ha posto l'accento sulle frazioni “che diventano luoghi di una nuova centralità facendo leva sul sistema dei servizi di trasporto e sviluppando una rete più diffusa di servizi al cittadino. La grande sfida sarà rappresentata dal recupero del centro storico, lo strumento idonee di pianificazione non sarà il PUC, ma il nuovo piano particolareggiato del centro storico, strumento di dettaglio in grado di compensare la fragilità e dare sfogo alle potenzialità nel nostro cuore cittadino. Nel centro storico dobbiamo riportare i residenti e le botteghe, dobbiamo riformulare la mobilità, obiettivo che potrà essere raggiunto con un piano della mobilità. In generale invece il PUC dovrà dare risposte in merito al bisogno di ridisegnare lo spazio urbano periferico”.
“Ridisegnare gli spazi urbani – ha aggiunto - significa anche ripristinare la porta a mare, riqualificando le aree che da Piazza Mannu attraversano i giardini di San Martino, aprendo dunque le porte della città al più naturale punto di accesso verso il mare”.
Ledda ha concluso spiegando che “il piano urbanistico comunale dovrà porsi come priorità l'armonizzazione tra la competitività economica e la coesione sociale”.
Centrale, durante il dibattito, l’intervento del Sindaco Nonnis che ha ricordato l’impegno assunto nelle dichiarazioni programmatiche per il piano strategico e il piano urbanistico “due strumenti che permettono a un'Amministrazione di poter dare una visione del proprio territorio e della propria città intesa non solo come città urbanisticamente chiusa, ma come città territorio legata all'area vasta. Il piano urbanistico, avevo detto in campagna elettorale, che l'avrei adeguato in 24 mesi. Sono passati 24 mesi più 5. E non mi pento di aver fatto passare questi cinque mesi perché abbiamo voluto approfondire l'idea che questa Amministrazione ha della propria città, di quello che vuole far diventare questa città nei prossimi 10/15 anni legati all'area vasta”.
Il dibattito si è protratto fino a tarda notte. Sono state presentati diversi emendamenti e l’aula ha accolto del gruppo del PD (sulle aree turistiche, sul centro storico e sulle aree residenziali pubbliche), mentre ne ha respinto sei del consigliere dell'UDC Giuliano Uras.