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Eleonora nasce a Oristano in un anno tra il 1345 e il 1350, figlia di Mariano IV entra nella storia del Giudicato dopo l’assassinio del fratello Ugone III. Aveva sposato Brancaleone Doria signore di Castelgenovese, Casteldoria, Monteleone, Roccaforte, Bisarcio, Nurcara, ecc., matrimonio sicuramente imposto dalla politica estera del Giudice Mariano IV vista la differenza di età fra i due coniugi.
Non conosciamo oggi le sembianze di Eleonora, tutti i ritratti che dovrebbero rappresentarne l’effigie peccano di autenticità.
Il vuoto di potere lasciato dalla scomparsa di Ugone III minacciava di precipitare il Giudicato nella totale anarchia favorendone la sparizione. Eleonora si precipitò a Oristano per assumere il potere, mentre il marito Brancaleone convocato in Catalogna dal re di Aragona chiede l’aiuto di questi contro i nemici interni ed esterni del giudicato. Le vicende politiche sono comunque altalenanti e pertanto troviamo Brancaleone imprigionato nelle prigioni spagnole con una richiesta di riscatto presentata al Giudicato di Arborea.
Intorno al 1398 Eleonora esce di scena e gli succede il figlio Mariano. Non si conosce l’anno esatto della morte né quello di nascita. Si crede comunque che questa sia avvenuta il 14 febbraio del 1403 o 1404 contagiata dalla peste che si abbatteva sull’isola. Il luogo della sepoltura si suppone fosse nella chiesa di Santa Chiara in Oristano anche se non esistono prove certe, per questo motivo è accettata anche la versione che la crede sepolta nel Duomo sebbene oggi non si trovi nessuna indicazione neppure in tal senso.
Ad Eleonora è attribuita la promulgazione della Carta de Logu: la raccolta, in un unico corpus, delle varie leggi in vigore in un determinato territorio; codificavano usanze tradizionali e precedenti leggi fino a quel momento, tramandate oralmente. La Carta di Eleonora riprende a grandi linee quella promulgata dal padre Mariano IV intorno al 1367 o 1375, quella di Eleonora nel 1383 o nel 1391 e rimase in vigore fino al 1827.
Testimone importante della situazione economica, politica e sociale del tempo, la Carta de Logu deve essere interpretata tenendo presente il periodo storico in cui si colloca, è dunque un importante strumento per valutare e conoscere i rapporti tra potere e cittadini in quei tempi lontani e soprattutto per avere un quadro sociologico esaustivo sulla vita pubblica del 1300.