Sito istituzionale del Comune di Oristano
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Dola caduta di Elepo onora il Giudicato attraversò momenti altalenanti, Aragona decise di sfruttare la situazione a proprio vantaggio: dichiarò guerra intorno al 1407 che durò fino alla famosa battaglia di Sanluri del Giugno 1409. Le truppe di Arborea vennero sconfitte e Oristano assediata, il giudice Guglielmo abbandonò la Sardegna cedendo i diritti giudicali agli aragonesi che nominarono una persona di loro fiducia: Leonardo Cubello cugino del giudice Guglielmo.
Il periodo di splendore giudicale era ormai tramontato: il trattato di pace firmato a Oristano nella chiesa di San Martino il 29 marzo 1410, soppresse la figura del giudice autonomo e indipendente, sostituito da un marchese nominato dal re.
La perdita dell’autonomia paradossalmente permise un periodo di relativa tranquillità, l’aumento progressivo della popolazione testimonia questo fatto.
Nel 1478 tuttavia ci fu un tentativo arborense di rialzare la testa, la Spagna temendo il ridestarsi degli spiriti nazionalisti e dei tentativi di rivolta agì di conseguenza, la battaglia di Macomer del 19 maggio 1478 doveva segnare la fine dell’autonomia e dell’indipendenza, l’incorporazione fra i domini diretti della corona Aragonese con il nome di Marchesato di Oristano.
Le vicende storiche successive consegnano la Sardegna intera e perciò anche Oristano nelle mani dei piemontesi Savoia, i quali nel 1720 creeranno il Regno di Sardegna, composto dall’isola sarda appunto, dal Principato di Piemonte, dal ducato di Savoia e da altri territori minori. Le lotte risorgimentali per l’unità d’Italia hanno il culmine nel 1860 con la riunificazione sotto un’unica corona della quasi totalità del territorio italiano.
Il resto è storia di oggi: la fine dello stato monarchico, la proclamazione della repubblica, l’istituzione nel 1974 della Provincia di Oristano.
Del periodo di splendore giudicale oggi rimangono i resti dei grandi palazzi aristocratici, alcuni tratti delle possenti mura, le torri a difesa dei punti di ingresso.
L’abitazione che con ogni probabilità doveva ospitare la residenza della Giudicessa Eleonora versa oggi in stato di completo abbandono, il palazzo giudicale è stato demolito per essere sostituito dal Carcere Mandamentale in Piazza Mannu e con esso altre testimonianze del periodo sono oggi del tutto scomparse.