Oristano Bizantina
Si può facilmente ipotizzare, ad est della strada
romana nell'area dell'odierna Oristano, l'esitenza in periodo romano di un
fundus (latifondo) appartenuto ad un membro della gens Aristia e perciò detto
"fundus Aristianus".
Il fundus Aristianus con il primitivo insediamento ad
esso connesso dovette assurgere, nel corso del primo periodo bizantino, ad
un nuovo ruolo insediativo forse collegato alla viabilità diretta tra
Chrysopolis-Forum Traiani (attuale Fordongianus), divenuta nel 534 d.C. la
capitale militare della Sardegna, e Tharros. Tale viabilità doveva attraversare,
con un percorso affine all' attuale SS. 388, l' insediamento del fundus
Aristianus, protetto dal letto del Tirso.
Con il VI secolo d.C. il centro
abitato sorto nel fundus Aristianus si trovò ad essere in una posizione
eccellente, collegato alle tre strutture urbane di Forum Traiani, Othoca e
Tharros, ma assai meglio di esse difesa dal fiume Tirso a nord e dall' ampia
insenatura orientale della laguna di Santa Giusta a sud, oggi occupata dall'
espansione insediativa.
Non casualmente, nella prima metà del VII
secolo, l'insediamento dell'antico fundus Aristianus viene per la prima
volta citato, nella forma Aristianis, in un'opera geografica bizantina, la
"Descriptio orbis romani" di Giorgio di Cipro. Si può dunque presumere che
Aristianis fosse, in quel secolo, un centro di rilievo.
Lo scavo del 1987 nel
sagrato della Cattedrale ha attestato la prima documentazione materiale e
urbanistica della Aristianis bizantina, con un' area cimiteriale di tombe a
cassone connesse alla primitiva Chiesa della Vergine Assunta e San Michele,
destinata a diventare Cattedrale nel 1070.
Alla chiesa bizantina possono
riferirsi gli arredi marmorei riutilizzati successivamente come basamento della
statua della Beata Vergine del Rimedio posta nella Cappella del Santissimo
dell’odierno Duomo.
Si potrebbe ancora ipotizzare -in assenza di dati certi-
che gli edifici di culto dedicati a San Saturno, allo Spirito Santo e a San
Nicola possano anch’essi aver avuto una primitiva fase di età bizantina.
Tutto ciò evidenzia un polo ecclesiastico bizantino che si sarebbe formato
tra VI e IX-X secolo in una fascia suburbana rispetto all' insediamento coevo,
ipotizzabile nell'odierno centro storico. Il rinvenimento di una moneta
bizantina presso il complesso di Santa Chiara e di ceramica altomedievale
nell'area di San Saturno e a Portixedda confortano l'ipotetica
localizzazione della primitiva Aristianis bizantina.
Aristianis rappresentava
nel quadro della poleografia bizantina un insediamento di notevole importanza,
in quanto destinato a raccogliere le fortune delle città antiche gravitanti
attorno al golfo di Oristano, ma a partire dal VII secolo gradatamente
decadenti, in funzione dei mutamenti climatici, idrografici e geologici relativi
alla fascia litoranea, delle conseguenti crisi economiche e demografiche,
aggravate nell'VIII secolo dalle prime scorrerie arabe.
Pur tuttavia
sembrerebbe che Tharros divenisse la sede amministrativa della parte
centrooccidentale dell'Isola, facente capo ad un "topoteretes" (luogotenente)
dipendente dall'Arconte della Sardegna. Entro il X secolo questo topoteretes
guadagnò il rango di Arconte con la specificazione «dell'Arborea», come
apprendiamo dal sigillo di Zerchis, archon Arbor(eias) (Zerchis,
arconte d' Arborea), rinvenuto in località San Giorgio di Cabras. Nacque così lo
stato indipendente detto Regno o "Giudicato" d' Arborea.