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Età antica

Lo stanziamento umano nell'area di Oristano è attestato sin dal neolitico recente (circa 3400-2900 a.C.).
Testimonianze di insediamenti urbani durante l'età del bronzo (II millennio a.C.) sono evidenziati da emergenze nuragiche ritrovate nell'area di vico Ammirato, benché le testimonianze di maggiore rilievo siano state individuate nella fascia pedemontana del Monte Arci (nuraghe Baumendula), ma anche nei rilievi ai lati dell'estremo corso del Tirso, come nel caso del nuraghe del Rimedio.
Con le prime fondazioni urbane di Othoca (attuale Santa Giusta) e Tharros, nella seconda metà dell' VIII secolo a.C., l'attuale territorio di Oristano si trovò suddiviso tra gli agri di Othoca (riva sinistra del Tirso) e di Tharros (riva destra del Tirso). Il rinvenimento nel 1891 in via Azuni di un frammento di iscrizione etrusca di carattere sacro, della fine del VII secolo a.C., incisa su una lastra di arenaria del Sinis, induce a credere che nell'area suburbana di Othoca poté esistere un santuario aperto a fedeli sia semiti, sia etruschi, senza che venisse meno la supremazia della stessa città di Othoca.