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14/05/2010
La lunga maratona è terminata e il Consiglio comunale dopo aver esaminato 172 osservazioni ha dato il via libera al Piano urbanistico comunale, votando l’adozione definitiva del PUC e del Piano di utilizzo dei litorali in adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale ed al Piano di Assetto Idrogeologico.
Ieri sera, dopo quattro sedute interamente dedicate all’esame delle osservazioni, l’assemblea civica ha votato l’adozione definitiva: 38 i voti a favore e uno solo contrario quello di Mimmo Serusi (SDI).
La votazione è stata preceduta dalle dichiarazioni di voto ed il primo a intervenire è stato proprio Serusi che ha chiesto un dibattito politico sulle dimissioni del Sindaco e nel merito del PUC lo ha definito “un piano con poche idee, ma mirate, privo di una visione d’insieme generale, fatto nell’interesse di pochi e con la penalizzazione di tanti. Quella di oggi non è una giornata storica – ha aggiunto -. Io non mi rassegno ad avere un piano urbanistico di basso, bassissimo profilo”.
Per Mauro Solinas (Fortza Paris) “questo PUC passerà alla storia come il piano del Consiglio perché il Sindaco ha lasciato la maggioranza e il consiglio lanciando accuse pesantissime che toccano personalmente ogni consigliere”.
“Questo è un PUC diverso da quello che avevo immaginato quando ci era stato presentato alcuni mesi fa – ha osservato Antonio Scanu -. È un piano che assomiglia tantissimo a quello approvato pochi anni fa con la Giunta Barberio e forse non valeva la pena perdere così tanto tempo e sprecare tanti soldi dei cittadini”.
Per Franco Serra (UDC) “questo è un piano di tutti e non solo della maggioranza, piano accontenta molti, trascura zone importanti come San Quirico e premia altre come Donigala”.
Marino Marchi (PD) si è soffermato sulle dichiarazioni del Sindaco Nonnis: “Questo Consiglio non merita riconoscimento per questo risultato, ma merita rispetto e soprattutto non merita le accuse e gli insulti che ha ricevuto”. Marchi ha detto di condividere l’impianto complessivo del PUC “il migliore possibile nelle condizioni attuali”.
Mauro Grussu (Forza Italia verso il PDL) ha sottolineato il senso di responsabilità e del dovere della maggioranza e della minoranza rispetto alla crisi politica “e grazie a questo si è riusciti a raggiungere un risultato importante con l’approvazione del PUC che potrà essere il volano per il rilancio economico ed occupazionale della città”.
Vincenza Mattu (Oristano Città nuova) ha ricordato le dichiarazioni programmatiche e la posizione che il PUC assumeva tra gli obiettivi di questa amministrazione. “Oggi – ha detto – abbiamo un buon piano, ambizioso e allo stesso tempo realistico”.
Angelo Angioi (PDL): “Questo è un passo importante, ma gli effetti non li vedremo in questa legislatura”.
Giuseppe Sanna (Riformatori): “Il PUC è la prima pietra per lo sviluppo e per il futuro della città ed è la dimostrazione di quanto, in presenza di un obiettivo condiviso, non esistano differenze tra maggioranza e minoranza”.
Secondo Mario Marazzi (Forza Italia verso il PDL) il corto circuito che si è verificato nella politica comunale ha corso il rischio di minare il percorso verso l’approvazione del PUC “creando delle zone d’ombra che ancora non ho capito. Ha prevalso però il senso di responsabilità da parte di tutti”.
Momento storico e orgoglio per Alberto Putzu e Davide Tatti (Fortza Paris), ma anche per Alberto Cauli (AN): “Oggi per Oristano termina l’era senza PUC”.
Peppino Marras (PD) ha ricordato come il mancato sviluppo della città sia sempre stato attribuito all’assenza del PUC. Marras ha evidenziato come la svolta nel percorso del piano sia arrivata con il cambio alla guida dell’assessorato e con l’incarico ai progettisti Secchi e Viganò. E sulla situazione politica: “Il Sindaco ci ha insultati e no ci ha chiesto scusa. Io mi sento offeso. Avrebbe dovuto fare i nomi e i cognomi delle persone alle quali si riferiva”.
Giampaolo Atzori (indipendente) ha evidenziato l’importanza del risultato in un momento di grave crisi economica. Sulla stessa linea Antonio Franceschi (Forza Italia verso il PDL) che ha voluto dedicare un pensiero a Gianni Solinas e sottolineare il buon lavoro svolto anche da Piero Franceschi.
“Non ho capito il senso di questa fretta” ha detto Umberto Capoccia (Forza Italia verso il PDL) che poi si è rivolto al Sindaco Nonnis: “nei programmi di questa amministrazione ci sono tre priorità: il PUC che non dipende dal Sindaco e sta arrivando a compimento, il decoro della città e la riorganizzazione dell’ente, argomenti che sono diretta competenza del Sindaco e sui quali c’è molto da fare”.
Gianni Sanna (PD) sulla crisi: “Non sono riuscito a darmi una spiegazione su quanto stava accadendo. Stiamo ottenendo un grande risultato ed è merito di tutti. Le parole del Sindaco mi hanno disorientato, non offeso perché non mi sono sentito toccato però bisogna abituarsi a usare le parole con grande attenzione”.
Mariano Carta (UDC): “Il PUC è uno strumento che darà impulso al sistema economico e sociale e segnerà la svolta per la città”.
L’ex assessore all’urbanistica Giuliano Uras ha ricordato l’esperienza compiuta con la Giunta Barberio con l’adozione del PUC: “L’esperienza di allora è stata utile oggi, per arrivare a una posizione unitaria e condivisa e il Consiglio oggi dà una lezione di unitarietà che deve far riflettere tutti. Con l’unità si producono frutti”.
Francesco Federico (PD) rivolto al Sindaco: “Il suo intervento è stato di grave irresponsabilità politica poteva farci sprecare l’occasione di approvare il PUC. Io mi sento offeso dalle sue parole. Ha gettato fango su tutti, anche se me”.
Al Presidente del Consiglio Mario Musinu e all’Assessore Salvatore Ledda il compito di chiudere il dibattito.
“L’intervento del Sindaco è stato di sprone per affrontare con ancora maggiore convinzione il piano” ha detto il Presidente Musinu che ha evidenziato la bontà del lavoro e il senso di responsabilità che ha prevalso fra tutti.
Per l’Assessore Ledda ora arriva il momento di una nuova fase della programmazione: “Inizia la fase Oristano 2.0”.
“Il PUC deve fare delle scelte – ha aggiunto -. Non può essere quello che ognuno di noi vorrebbe, ma deve perseguire un interesse pubblico ed è chiaro che può migliorare ed essere adeguato alle esigenze della città e magari fra qualche anno si potrà pensare a una maxivariante”.
“Sono onorato - ha concluso Ledda - di aver servito questo consiglio e questa città. E nel momento in cui iniziano le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia mi piace pensare che questa occasione può rappresentare un nuovo momento di unità per la nostra città”.