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22/06/2009
Oristano città sostenibile, meta turistica di eccellenza e città con un’alta qualità di vita.
Sono i tre scenari sui quali si potranno sviluppare le ipotesi di sviluppo della città e del territorio attraverso il Piano urbanistico comunale. A parlarne, questa mattina, in Consiglio comunale, gli architetti Bernardo Secchi e Paola Viganò ai quali il Comune ha affidato il compito di dare una valutazione sulla città, sul territorio e sulle potenzialità urbanistiche sulla base dell’adeguamento del PUC di Oristano.
Bernardo Sechi è professore ordinario di urbanistica all'istituto universitario di Venezia e insegna anche alla scuola di architettura di Ginevra. Paola Viganò è professore associato di urbanistica all'istituto universitario di Architettura di Venezia. Insieme hanno fondato uno studio associato e oggi lavorano su diversi progetti urbanistici e architettonici in Europa. Nel 2008 il Presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy ha invitato lo studio Sechi Viganò a proporre uno sviluppo di Parigi come metropoli del ventunesimo secolo.
Introducendo i lavori, l’Assessore all’Urbanistica Salvatore Ledda ha parlato di uno stretto collegamento tra il PUC e il Piano strategico di Oristano e dell’area vasta.
“Le linee guida all’esame del Consiglio comunale – ha detto Ledda - sono un documento aperto che può rappresentare la base di futuri ragionamenti politici per progettare una città possibile. Di questo sviluppo oggi ne intravediamo, forse, appena le fondamenta. Una città - e questo mi piace sottolinearlo - che parte dall'uomo, una città dell'uomo per l'uomo. Questo è il senso più profondo di un lavoro che raccoglieremo nelle linee guida e che rappresenterà la summa più importanti degli indirizzi strategici più ambiziosi. Ambiziosi perché rivolgono il loro sguardo non solo all'ambito regionale e nazionale, ma al bacino del mediterraneo dove dal 2010 le merci potranno spostarsi con un abbattimento delle imposte. Un'occasione certamente, ma anche un rischio. Quello di non saperla cogliere. Stiamo parlando di un'area nella quale occorrerà creare 35 milioni di occupati nei prossimi cinque anni. Basterebbe questo dato per verificare come sia necessario accelerare il nostro processo di individuazione delle scelte strategiche e come occorrerà mettere l'argomento al centro del dibattito politico locale e regionale. Nel 2010 il Mediterraneo rispetto ai traffici mondiali sarà di nuovo al centro del mondo e ciò implica un'ulteriore conseguenza: la centralità della Sardegna e di Oristano nel cuore del mercato del libero scambio”.
“Il processo di adeguamento del piano urbanistico di Oristano persegue dunque mire ambiziose – ha proseguito l’Assessore all’Urbanistica - . Oltre a mettere in campo una pianificazione urbanistica, che manca da decenni, anche produrre una strategia che parta dalla valorizzazione delle risorse naturali, paesaggistiche, storiche, culturali e o sociali, per promuoverci in un ambito più generale, chiamato area di libero scambio del mediterraneo, luogo che rappresenta da sempre l'orizzonte più prossimo del nostro guardare il mondo”.
Sulle linee guida proposte dagli architetti Secchi e Viganò, Ledda ha spiegato che “si tratta di scenari che anticipano sul piano delle previsioni un futuro possibile. Lo scenario obbliga a una severa analisi degli obiettivi e delle azioni che diversi attori pubblici e privati possono proporre di intraprendere. Il primo scenario proposto si interroga circa il possibile futuro di un territorio oristanese che divenga un forte produttore di energia rinnovabili. Il secondo si interroga sulle conseguenze di un'azione nel campo urbanistico e architettonico che faccia di Oristano una città con un una ancora più elevata qualità della vita. Il terzo scenario si interroga sullo sviluppo turistico”.
L’Architetto Secchi ha spiegato il senso del compito affidato dall’Amministrazione comunale: “Siamo qui per esporre le nostre riflessioni da correggere e migliorare sulla scorta delle reazioni del Consiglio comunale. Abbiamo intitolato queste riflessioni Oristano al quadrato per dire due cose: primo, che l'intento è quello di elevare a potenza le opportunità, le occasioni, le qualità di Oristano. Fare di Oristano una città che ha ambizioni più ampie di quelle che ha avuto in passato. Secondo, per dire che a Oristano si sovrappongono diversi strati di riflessioni, che in qualche modo abbiamo cercato di separare tra di loro attraverso la costruzione di tre scenari differenti. Lo scenario è una cosa diversa dalla previsione. È una cosa diversa dai nostri desideri. È un modo per immaginare cosa succederebbe se si verificasse uno scenario. Abbiamo sviluppato tre scenari. Un primo scenario che chiameremo di Oristano al cento per cento sostenibile. Un secondo scenario: Oristano che diviene una meta turistica di eccellenza. Un terzo scenario: Oristano dove aumenta la qualità della vita. Tre scenari che non devono essere visti contrapposto l’uno all'altro. Si compenetrano e costringono a ragionare attentamente sulle priorità e sulle strategie da adottare”.
L’Architetto Paola Viganò ha parlato della forte presenza dell’elemento acqua nel territorio che disegna il territorio in modo non solo formale ed estetico, ma anche funzionale.
“Oristano ha il territorio più ricco di acqua della Sardegna – ha detto -. È chiaro che questo è un elemento fondamentale nel pensare anche alla ricchezza futura di questo territorio.
Il primo scenario: Oristano sostenibile
Il Professor Secchi ha spiegato che “su scala mondiale è in atto un cambiamento climatico molto importante, di cui cominciamo a percepire le conseguenze nella nostra vita quotidiana. Questo cambiamento climatico ci obbliga a riflettere attentamente sulle nostre fonti di energia. Nel caso di Oristano il tema principale è quello della produzione di energia da fonti rinnovabili, più che quello del risparmio energetico”.
Per questo scenario è stato immaginato un territorio di 50 chilometri per 50 chilometri all’interno del quale si può produrre energia eolica, fotovoltaica e derivante dalle biomasse. Nei primi due casi le caratteristiche del territorio consentono di produrre energia in quantità tale da essere esportata generando ricchezza.
Secondo scenario: Oristano meta turistica di eccellenza
Il Professor Secchi ha spiegato che Oristano può diventare una meta turistica di eccellenza collocandosi su mercati che non siano quelli di città come Olbia, Alghero o altre località della Sardegna. Magari sfruttando certe caratteristiche naturalistiche che potrebbero favorire soggiorni lunghi.
“Questo è un mercato interessante – ha detto -. Un mercato importante che ha il grande vantaggio di non essere concentrato nei mesi estivi ed eventualmente in quelli invernali. Noi pensiamo soprattutto alla primavera, alle mezze stagioni per mettere Oristano nel mercato del turismo naturalistico e del turismo colto. C’è una grande carta da giocare ed è quella dell'aeroporto di Fenosu attraverso linee low cost, ma anche quella di un nuovo porto turistico nel porto industriale e di una più forte presenza alberghiera”.
Secchi e Viganò si sono soffermati sul porto industriale che gode di grandi spazi che possono essere sfruttati meglio, anche in chiave turistica.
Terzo scenario: aumento della qualità della vita
“Il sole 24 Ore ogni anno fa una classifica delle città italiane – ha detto l’Architetto Secchi -. Oristano non si trova al top in senso assoluto, ma si trova in cima per alcune caratteristiche, per il clima ad esempio e per la sicurezza. Sono elementi importanti da valorizzare. Ma chi arriva a Oristano trova le frazioni e le periferie con un quadro urbano non molto soddisfacente”.
Un tema per Secchi è dunque quello del ridisegnare gli spazi pubblici, la struttura della città, attenuando il rapporto di dipendenza fra le frazioni e il centro: “Possiamo in qualche misura sviluppare dei luoghi di centralità nelle frazioni, renderle più dense di significato e di vita. Possiamo ristrutturare il servizio di trasporto pubblico, fare sì che metta in comunicazione le frazioni con il centro. Possiamo sviluppare una rete diffusa di servizi pubblici, riqualificare diversi tessuti edilizi dei vari centri, sia del centro di Oristano, che delle frazioni. Possiamo soprattutto ridisegnare lo spazio urbano periferico, attraverso il disegno degli spazi aperti. Possiamo trasformare il territorio in un grande parco dove si abita”.
L’architetto Viganò, infine, ha proposto una mappa strategica di Oristano che deve ragionare sulle potenzialità e la multifunzionalità: “Oristano non può essere solo residenza e nient'altro, non può essere zona industriale e nient'altro. Dobbiamo uscire definitivamente da questa idea di zone monofunzionali che spesso ancora oggi la zonizzazione dei piani regolatori ci trasmette”.
L’architetto ha quindi proposto un nuovo scalo turistico nel porto industriale e l’allungamento della ferrovia verso il nuovo porto turistico, ma anche una nuova serie di fermate, ad esempio a Santa Giusta, per favorire la mobilità delle persone e l’utilizzo del territorio, la riqualificazione del centro antico della città, la valorizzazione di Torangius come quartiere capace di collegare la zona della stazione con il polo intermodale, l’aeroporto e il parco fluviale.
Concluse le relazioni gli Architetti Secchi e Viganò hanno risposto alle domande dei consiglieri ai quali nei prossimi giorni sarà consegnato un documento di sintesi che sarà oggetto di confronto in una prossima seduta dell’assemblea civica, alla presenza dei due tecnici.