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Angela Nonnis - Dieci domande per Oristano

Angela Nonnis 48 anni, Laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia - Specialista in Medicina del Lavoro, Dipendente A.S.L. n. 5 di Oristano, Angela Nonnis è Responsabile Aziendale del Servizio A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata) ed esercita la libera professione come medico competente di numerose Aziende e Amministrazioni Pubbliche;

È socio dell’Associazione Culturale di Oristano "Il Teatro di Eleonora", con la quale rappresenta, in qualità di attrice per finalità sociali, le figure femminili della società oristanese, descritte dal grande commediografo Antonio Garau.

È iscritta ai Riformatori Sardi, partito di cui è componente del Comitato Provinciale di Oristano e del Comitato Regionale. Candidata nel 2004 alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale Sardo, è risultata la prima dei non eletti della lista dei Riformatori, nonché la donna più votata nella Provincia di Oristano con 1136 preferenze.

Contatti:
Sede elettorale: Oristano, Via Figoli angolo Vico Mazzini
Posta elettronica: angela.nonnis@alice.it
Fax: 0783 302320
Telefono cellulare: 328 7237988
Slogan elettorale: Oristano "la città che vogliamo"

DIECI DOMANDE PER ORISTANO

1. Il suo progetto, un’idea vincente per il rilancio di Oristano.
Si deve fare tanto e dobbiamo partire da una maggiore concretezza e una precisa strategia di sviluppo. Una programmazione che dovrà nascere da un confronto costruttivo con il mondo dell’impresa, ma anche dell’università e degli enti di formazione, del mondo del volontariato e delle risorse appartenenti al mondo dei giovani e degli anziani.

2. Quale sarà il suo primo impegno in caso di elezione? Quali, invece, i punti fondamentali del programma?
Non vorrei fare promesse che poi non posso mantenere. Però, mi sento di dire che si ridurrà l’ICI per le fasce più deboli. Visto il bilancio sarà un sacrificio per le casse comunali, ma è un dovere verso i cittadini. Tra gli obiettivi principali del programma, sicuramente il Piano urbanistico comunale che deve essere dato urgentemente alla città. Ancora lo sviluppo turistico di Torregrande, misure di incentivazione per il lavoro e una politica per la casa e per la famiglia. Sono questi i capisaldi del nostro programma, tutto il resto rientra nell’ordinaria amministrazione. Le strade, i marciapiedi, il verde pubblico, ovverosia la manutenzione della città, sono interventi necessari che saranno fatti quasi "d’ufficio". Infine, per i locali commerciali del centro storico si potrebbe ridurre la tassa di occupazione del suolo pubblico in modo da andare incontro alle esigenze dei tanti operatori. Il tutto in un’ottica di rinascita e rivitalizzazione del centro storico.

3. I ritardi nell’approvazione del PUC impediscono la ripresa del mercato dell’edilizia, condizionano l’economia e costringono molti oristanesi a emigrare verso altri centri della provincia. In che modo intende affrontare questa emergenza urbanistica?
È indispensabile cambiare rotta. Il PUC ha una grande priorità e deve essere approvato nel più breve tempo possibile, nel rispetto della normativa regionale del Piano Paesaggistico anche se non è condivisibile nelle sue scelte tecniche-politiche. In ogni caso si deve uscire da quest’empasse, il settore dell’edilizia va sbloccato in quanto rappresenta un volano di sviluppo economico e sociale, obiettivo prioritario del nostro programma.

4. Il turismo stenta a decollare e la provincia non riesce a reggere il passo con il resto dell’isola. Come recuperare il terreno perduto?
Si deve ripartire da Torregrande che non dovrà offrire più soltanto mare e sole. Dovremo puntare su strutture ricettive, incrementare la nascita di alberghi, campeggi e non solo seconde case. In questo senso un elemento fondamentale è l’approvazione del PUC. Occorre intervenire per aumentare i servizi, a partire da quelli più elementari, ma non per questo meno importanti, come la farmacia o il bancomat. Ancora, con le strutture adeguate si potrà allungare la stagione puntando su un’offerta turistica che non potrà esaurirsi nei mesi estivi. Con una pianificazione che coinvolga anche gli altri paesi costieri confinanti si potrà investire su flussi turistici diversi che, ad esempio, guardino al mondo della scuola (viaggi di istruzione che abbiamo come punto di riferimento Torregrande e da qui possano spostarsi nei vari centri della provincia) oppure al turismo dei convegni. Non dimentichiamo che Torregrande diventerà la sede del museo Phoinix: unico in Sardegna, darà alla borgata l’opportunità di proporsi come un rilevante centro culturale. Un’offerta in più per un turismo alternativo. Un lungomare con una passeggiata che finalmente arrivi fino al porticciolo, altro punto cardine per il salto di qualità della borgata. Dovremo potenziarlo e ampliarlo: con la posizione all’interno del golfo ha enormi possibilità che vanno sfruttate. Una valorizzazione dei tre pontili e di quei chilometri di spiaggia che corrono verso la foce del Tirso. Si potrebbero destinare alcuni di quei chilometri per gli animali: realizzare strutture attrezzate e adeguate e incrementare un turismo legato ad esempio ai cavalli o semplicemente consentire agli amanti dei cani di passare le vacanze insieme ai quattrozampe, senza il timore di incorrere in multe.

5. Quali iniziative intende intraprendere per valorizzare le risorse culturali locali?
Il patrimonio culturale è una delle grandi risorse della nostra città. Abbiamo un passato glorioso che affonda le sue radici nel periodo giudicale che però non è adeguatamente promosso. Ritengo sia indispensabile insistere sulla nostra storia e il museo giudicale che nascerà in città sarà una tappa fondamentale in questa direzione. Dovranno essere valorizzate le strutture esistenti come l’Antiquarium Arborense, la Scuola civica di musica, l’Istar e l’Archivio storico che svolgono un’attività lodevole, senza dimenticare il patrimonio artistico, architettonico medievale. Credo sia importante intraprendere un percorso con le scuole per sensibilizzare già i più giovani verso la storia della loro città e le sue ricchezze culturali. Periodicamente dovrebbero essere organizzati degli itinerari e percorsi tra i monumenti, i palazzi storici e le chiese per far conoscere a tutti i tesori che la nostra città spesso tiene troppo nascosti. In più dovremo trovare spazi per i talenti artistici emergenti e restituire finalmente alla città il complesso del Sant’Antonio e il Foro Boario.

6. Che ruolo può svolgere la Fondazione Sa Sartiglia per valorizzare la giostra equestre e promuovere l’immagine della città?
La Fondazione che indiscutibilmente è un’istituzione valida (e va riconosciuto all’amministrazione uscente il grande merito di averla fatta nascere) potrà svolgere un ruolo rilevante se saprà uscire dai confini di una mentalità chiusa che finora non ha potuto valorizzare appieno la Sartiglia. La giostra equestre con la sua tradizione e i suoi riti è un qualcosa di unico, ma finora lontano da Oristano non è mai stata apprezzata a dovere. E qui si inserisce il ruolo della Fondazione che dovrà essere in grado di promuoverla 365 giorni all’anno. Decisivo sarà riuscire a creare un’esposizione permanente con tutto ciò che fa Sartiglia: dai costumi alle foto storiche, dalle maschere alle rosette. Si dovranno indirizzare i flussi turistici nei giorni della giostra, puntando ad esempio sui viaggi di istruzione. I soci della Fondazione Sartiglia dovranno essere coraggiosi: non dovranno temere il confronto e l’apertura ad altri soggetti. Anzi, dovranno cercare al più presto nuovi soci sostenitori, recuperare risorse fresche (senza quelle si fa poca strada) e investire in questa grande ricchezza di cui dobbiamo andare veramente orgogliosi.

7. Il lavoro è la vera emergenza. In che modo può intervenire il Comune per ridurre o favorire la riduzione delle disoccupazione?
L’amministrazione dovrà essere capace di fornire un’efficace azione di supporto alle imprese, ai giovani che stanno iniziando a muovere i primi passi nel mondo del lavoro, con particolare attenzione all’imprenditoria femminile. Un supporto che possa incentivare e stimolare l’attivazione di processi di innovazione tecnologica e organizzativa delle imprese per riuscire a conquistare nuovi livelli di produttività, agevolando in questo le aree industriali che dovranno essere valorizzate per mezzo di adeguate politiche di incentivazione, ma anche con l’attivazione di nuove infrastrutture e il potenziamento di quelle esistenti quali porto, aeroporto e linea ferroviaria. Dovremo essere capaci di attrarre risorse fresche e incentivare le attività legate alla tradizione oristanese che non è soltanto artigianato, agricoltura o turismo, ma anche cultura. Bisogna dare maggiori opportunità a chi si vuole mettere in gioco, cercando di snellire le procedure: una sburocratizzazione per andare incontro alle imprese e al mondo del lavoro attivando uno sportello unico di accesso e lo sportello SUAP, relativo alle attività produttive, a garanzia di trasparenza e immediatezza della risposta.

8. Porto, aeroporto, porticciolo. Come trasformarli in strumenti realmente funzionali per lo sviluppo della città e del territorio?
Relativamente alle infrastrutture il Comune deve fungere da stimolo propulsivo occupandosi attivamente affinché siano rimossi gli ostacoli che hanno impedito il funzionamento a pieno regime di porto e aeroporto. Questo rappresenta indubbiamente un aspetto fondamentale per la nostra crescita: non si può pensare di disgiungere lo sviluppo della città da esse. Il porto di Oristano, per la sua posizione strategica è tra quelli che si affacciano al Mediterraneo il più propenso a sviluppare un’attività nel traffico merci che colleghi l’Europa all’Africa settentrionale, al Medio Oriente oltre ai traffici tra Sardegna e il resto d’Italia. Il porto, inoltre, potrebbe essere scalo di rotte turistiche; il Comune dovrà svolgere un’azione di richiamo nei confronti degli armatori interessati. Analogo discorso si può fare per l’aeroporto: stessa posizione strategica, stessa propensione allo sviluppo di un importante traffico merci e valide opportunità di richiamo nei confronti degli imprenditori dell’area. Una posizione strategica è ricoperta anche dal porticciolo turistico, il quale va ampliato, migliorato sistemato perché rappresenta una realtà importante che può ancora crescere. Infine, Oristano dovrà puntare sull’intermodalità: è uno dei principali nodi di interscambio regionale, gode di una privilegiata posizione, crocevia obbligato da un capo all’altro dell’Isola. L’intermodalità, dunque, è una condizione essenziale per lo sviluppo locale. Dovremo puntare in questa direzione e realizzare un sistema che faciliti l’interconnessione di diverse modalità di trasporto, sia per le merci che per passeggeri.

9. Strade, rifiuti, acqua, traffico, parcheggi, commercio, manutenzioni. Spesso si ha la sensazione che i problemi maggiori la città li viva nella gestione delle mille emergenze quotidiane. Esiste un rimedio?
Nessuno ha la bacchetta magica o la pretesa di risolvere tutto e subito. Certamente, però, l’ordinaria amministrazione, quei problemi della quotidianità con cui troppo spesso si deve convivere, avrà un’attenzione privilegiata. Sarà necessario fare un’analisi attenta dei servizi, verificare le criticità e i vari punti di debolezza e quindi intervenire cercando la soluzione migliore e successivamente puntare sulla prevenzione e sulla vigilanza del fenomeno vandalismo, in tutte le sue forme attraverso il potenziamento dei controlli da parte degli organi preposti. Per il traffico e i parcheggi, ad esempio, intendiamo studiare e predisporre un piano del traffico che riesca a soddisfare le esigenze degli automobilisti, rendendo la circolazione più snella e sicura. La costituzione dell’ufficio traffico e trasporti nell’area della vigilanza è un obbiettivo fondamentale per la risoluzione dei problemi. Sui rifiuti sarà importante la raccolta differenziata, ma anche per l’acqua dovremo continuare la battaglia per cercare di gestire questo bene in autonomia. Finora il Comune di Oristano si è distinto nella gestione oculata dell’acqua, un ingresso in Abbanoa alle condizioni che detta la Regione ci penalizzerebbe, in particolare i cittadini sarebbero costretti a pagare un prezzo troppo alto. È importante un’azione concertata con i nostri rappresentanti in Consiglio regionale per far valere il più possibile le nostre rivendicazioni.

10. Come intende riorganizzare la macchina comunale?
Il patrimonio umano professionale dell’amministrazione dovrà essere valorizzato con una particolare attenzione al riordino della pianta organica che garantisca le opportune progressioni. Verranno analizzate e prese in considerazione le criticità della macchina comunale che non dovrà più prevedere procedure burocratiche farraginose. Sarà istituito il punto unico di accesso ai servizi dell’amministrazione che garantirà ai cittadini trasparenza e risposte in tempi certi e brevi. Sarà inoltre istituito lo sportello unico per le attività produttive, per snellire le procedure autorizzative alle imprese. Il cittadino troverà una migliore accoglienza nella Casa comunale, che è casa di tutti, anche grazie alla disponibilità del Sindaco, qualora la cittadinanza desideri vedermi nella veste di primo cittadino, dedicando alla cittadinanza stessa l’ascolto mio personale quotidiano nei confronti di chiunque abbia un qualsiasi problema o proposta da esporre, senza discriminazione alcuna.