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Conchiattu - Da LUDU omaggio a Salvatore Baldino

 24 12 2019    |     Evento dal 28 12 2019  al 29 12 2019

Tematiche: Cultura e spettacolo    |    Io sono: Cittadino

In occasione dei 130 anni dalla nascita del poeta Salvatore Baldino, il gruppo artistico Ludu (Diego Deidda e Lorenzo Lepori) porta in scena, con il patrocinio degli Assessorati alla Cultura e al Turismo di Oristano e Baratili, un omaggio teatrale e musicale intitolato “CONCHIATTU” dedicato al poeta nato a Bosa nel 1889. Due le date dello spettacolo: 28 dicembre ad Oristano, alle 19 all’Hospitalis Sancti Antoni, in via Cagliari 161 e il 29 dicembre a Baratili San Pietro. L'ingresso è libero

L’omaggio teatrale e musicale del gruppo Ludu arriva alcuni mesi dopo l’uscita del disco “Conchiattu” che ha visto la collaborazione di numerosi musicisti, tra i quali Antonello Salis alla fisarmonica, musicista sardo noto nel panorama jazz internazionale. A introdurre il disco, è la prefazione del giornalista Tore Cubeddu (EjaTv) che incuriosisce l’ascoltatore con una prefazione disponibile all’interno del booklet: "Ludu, Diego e Lorenzo, in custu discu donant forma musicale a unu cantzonieri contemporaneu chi firmat in sa linea de su tempus unu mitu: su Sinis. Una terra chi, in pagu tretu, contat totu s’istòria de sa Sardigna, s’orìgine de sos sardos in sas paristòrias e su disisperu de su fallimentu in su sole chi morit ananti de su mare". L’ascoltatore è così guidato nell’ascolto di un disco che, come primo importante merito, ha sicuramente quello di restituire agli oristanesi, ai bosani e a tutti i sardi un autore coraggioso, originale e portavoce di un immaginario culturale autentico.

L’omaggio del gruppo Ludu al poeta oristanese Salvatore Baldino rappresenta un’importante occasione per avvicinare i giovani al patrimonio culturale sardo. Uno degli obiettivi di Ludu è proprio quello di emancipare la lingua sarda dai suoi contesti folcloristici ed elevarla a veicolo autonomo di idee, in grado di misurarsi con le soluzioni musicali e teatrali della nostra epoca.

Oculista e letterato, Baldino amava gli autori della letteratura internazionale e questo è testimoniato dalle traduzioni in logudorese contenute all’interno della sua “Lyrica Sarda Noa”. Seppure la sua produzione sia stata decisamente limitata, non si può trascurare il fatto che egli fosse un autore sardo con uno sguardo in grado di varcare i confini dell’isola. Tra gli autori tradotti da Salvatore Baldino, troviamo Johann Wolfgang von Goethe, Heinrich Heine, Victor Hugo, Giosuè Carducci, Stéphane Mallarmé, Rainer Maria Rilke, Diego Valeri, Umberto Saba, Giuseppe Ungaretti e Minou Drouet. In Baldino è presente una forte componente spirituale, tipica di chi non smette mai di interrogarsi, che si esprime attraverso la contemplazione della natura e che evade spesso nel surreale e nel metafisico.

Come si legge nell’introduzione di Giancarlo Fantoni alla “Opera Poetica” (Ed. Sa Porta di Oristano, 1982): “[Salvatore Baldino] si rammaricava del fatto che la lingua sarda, salve pochissime eccezioni, fosse stata usata molto male dai nostri poeti: risentiva dell’estemporaneità, usava ancora immagini stereotipate dell’arcadia cinquecentesca con donne che venivano chiamate Tirsi e Clori, o addirittura si rifaceva a figure mitologiche antiche. Ma il verso sardo, secondo lui, non poteva rassegnarsi all’antico e, senza sconfinare fanaticamente nel nuovo, poteva dare ben altri contributi con la sua musicalità e la sua ricchezza di immagini, fino ad inserirsi in un linguaggio poetico moderno.”

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